Montemurlo (Prato), 24 ottobre 2021 - È morto davanti agli occhi impietriti della sorella e degli avventori del bar adiacente alla Misericordia di Montemurlo. Dalla tranquillità alla tragedia in pochi istanti. Marco Crippa, 47 anni, affetto da disabilità, è morto soffocato da un boccone mentre insieme alla sorella stava cenando al bar vicino al Confraternita. Proprio all’interno del locale in quel momento - erano le 19 di venerdì - stavano prendendo un aperitivo alcuni volontari della Misericordia a fine turno. Appena hanno visto l’uomo che non riusciva più a respirare e la sorella in preda alla disperazione si sono precipitati a portare soccorso.

"Hanno tentato il tutto e per tutto per salvarlo ma non c’è stato niente da fare. Purtroppo il suo cuore troppo debole ha smesso di battere", commenta amareggiato per l’accaduto il presidente della Misericordia di Montemurlo, Daniele Lombardi. "L’uomo stava soffocando ed è caduto a terra, a quel punto i volontari hanno praticato le manovre possibili da terra facendo anche il massaggio cardiaco, ma è stato tutto inutile". In quel momento nell’associazione di via Contardi non era presente il medico e anche l’ambulanza era fuori per servizio: sul posto, allertata dal 118, è intervenuta un’automedica da Quarrata e un’ambulanza della Pubblica Assistenza arrivata da San Paolo. In attesa dei soccorsi, i volontari della Misericordia di Montemurlo, che erano al bar in quel momento, hanno continuato con le manovre salvavita. Ma tutto è stato vano. L’uomo affetto da disabilità aveva anche delle patologie pregresse che lo avevano costretto ad un ricovero in ospedale poco tempo prima.

Crippa abitava a Montemurlo insieme all’anziana madre mentre il padre era morto non molto tempo fa. Frequentava il centro sociale gestito dalla cooperativa Tartaruga. Venerdì, il giorno della tragedia, era stato agli studi medici della Misericordia accompagnato dalla sorella. Dopo la vista si erano fermati al bar adiacente all’ambulatorio per mangiare un panino in attesa che la mamma li raggiungesse. Poi il tragico epilogo che ha lasciato tutti sotto choc. Il magistrato di turno ha disposto che la salma sia restituita alla famiglia, da ieri pomeriggio è esposta alla cappelle del commiato della Misericordia di Prato. Cordoglio dalla cooperativa Tartaruga che si occupa di persone con disabilità, dove l’uomo, che frequentava il centro diurno, era benvoluto.