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10 mag 2022

Maxi sequestro di tessuti per 50 milioni I controlli partiti dai tir fermati ai caselli

Le Fiamme gialle hanno verificato le merci sui camion in entrata e in uscita dall’autostrada. E sono risaliti a 15 magazzini di stoccaggio

La Guardia di finanza ha sequestrato quasi 50 milioni di rotoli di tessuto che non avevano etichette
La Guardia di finanza ha sequestrato quasi 50 milioni di rotoli di tessuto che non avevano etichette
La Guardia di finanza ha sequestrato quasi 50 milioni di rotoli di tessuto che non avevano etichette

Rotoli di tessuti illegali accatastati nei magazzini del Macrolotto con un valore da capogiro: 50 milioni di euro. Sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nell’ambito di una operazione partiti da una serie di controlli su strada, soprattutto ai tir fermati ai caselli autostradali, e che è risalita fino ai magazzini di stoccaggio delle merci prive di etichettatura. I finanzieri del Gruppo di Prato – coordinati dal tenente colonnello Federico Pecoraro – hanno avviato, qualche mese fa, l’operazione "Fabric Tracking" sulla tracciabilità dei tessuti. Al centro dell’attenzione dei finanzieri sono finiti i grandi depositi di merce che si trovano al Macrolotto, gestiti soprattutto da imprenditori cinesi.

Nel corso delle ispezioni, eseguite in quindici aziende, sono state rilevate molte irregolarità sulla tracciabilità delle merci, tanto che queste ultime sono state sequestrate per evitarne la commercializzazione sull’intero territorio dell’Unione Europea. In particolare, la quasi totalità dei rotoli di tessuto accatastati nei depositi è risultata sprovvista delle etichette e dei contrassegni, in lingua italiana, che indicano la composizione delle fibre oltre ai dati identificativi del fabbricante e dell’importatore e il riferimento ai documenti doganali e commerciali di accompagnamento come previsto dalle norme comunitarie. Al termine dei controlli, le Fiamme Gialle hanno sequestrato nei 15 magazzini 727.000 rotoli di tessuto (pari a circa 170 milioni di metri quadri), 580.000 rocche di filato, per un valore che si aggira intorno ai 50 milioni di euro. A carico dei rappresentanti legali delle aziende la Camera di Commercio ha emesso sanzioni amministrative per un totale di 1,2 milioni di euro. In caso di mancata regolarizzazione (ossia se non verrà dimostrata la provenienza e la composizione dei tessuti) i prodotti sequestrati saranno destinati alla confisca. "I controlli sono partiti dai tir che provengono dall’Europa carichi di merce – ha spiegato il tenente colonnello Pecoraro – Nei casi in cui sono emerse irregolarità, siamo andati a controllare i magazzini a cui erano destinate le stoffe e così abbiamo scoperto i rotoli non a norma". I controlli su strada, soprattutto in entrata e in uscita dalla città, sono stati decisivi per poter andare a colpo sicuro, fare una mappa e capire che la maggior parte di quei tessuti era destinata sempre agli stessi magazzini di stoccaggio al Macrolotto. "Le irregolarità sulla etichettatura – spiegano dalla Guardia di Finanza – si ripercuotono su tutta la filiera produttiva e incidono sulla possibilità di scelta consapevole del consumatore. Alcune fibre o componenti potrebbero creare allergie ed essere pericolose per la salute. Inoltre c’è un indebito riconoscimento del Made in Italy di merce che non è italiana". Le attività di indagine andranno avanti in ambito fiscale perché spesso queste merci arrivano in Italia di contrabbando o con l’evasione dell’Iva. Pratiche illecite che costituiscono il presupposto di altre manifestazioni illegali come l’evasione fiscale e contributiva, la contraffazione, lo sfruttamento del lavoro e il riciclaggio di proventi illeciti.

L.N.

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