Pubblicata la classifica della Fondazione Agnelli sulle migliori  scuole
Pubblicata la classifica della Fondazione Agnelli sulle migliori scuole

Prato, 8 novembre 2018 - Adolescenti alle prese con il proprio futuro. Uno dei principali dubbi da sciogliere ancora prima di finire la terza media riguarda la scuola superiore alla quale iscriversi. Un dilemma per studenti e genitori. Tra gli strumenti che possono aiutare le famiglie a prendere una decisione ragionata c’è quello messo a disposizine dalla Fondazione Agnelli, con il suo report annuale Eduscopio (www.eduscopio.it) che contiene dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro post-diploma. I criteri individuati sono due, a seconda del percorso scelto: lavorativo o universitario. Vediamo quali scuole preparano meglio al mondo del lavoro e quali per l’università.

Sul fronte del liceo classico, il Cicognini Rodari (73,31 punti) viene prima del Convitto Cicognini (59,78), che comunque rispetto allo scorso anno sale di quasi cinque punti percentuali (il dato tra parentesi è l’indicatore che considera il voto agli esami universitari e il numero di crediti conseguiti dalle matricole universitarie provenienti da quelle scuole). Giusto per togliersi qualche curiosità: la media dei voti all’università degli studenti che hanno frequentato il Cicognini-Rodari è quasi del 27. Media che scende al 25,5 per i diplomati del Convitto. Per gli scientifici il Copernico ha la migliore performance con 78,86 punti davanti al Livi (68,72), al Gramsci-Keynes (59,13), al Convitto Cicognini (52,98) e a San Niccolò (48,16). La media dei voti più alta la ottengono gli ex studenti del Copernico che sfiorano il 27,5 agli esami universitari.

Per i linguistici il Copernico (67,71) viene prima del Livi (64,53). Per quanto riguarda i tecnici e i professionali svetta il Buzzi nel settore tecnologico con il 78,75% di occupati e il 47,14% di ‘coerenza’ tra il lavoro svolto e il percorsop di studi scelto. Ben staccato il Gramsci Keynes con il 30,23% di occupati e il 15,22% di ‘coerenza’. Sul fronte economico il Dagomari (70,4% di occupati) supera il Gramsci Keynes (59,47) e il Capitini di Agliana (54,38). Al Marconi, nel settore industria e artigianato, la percentuale di occupati è salita dal 53,24 dello scorso anno al 64,93. Nel settore dei servizi il Datini è al 50,74%, comunque sette punti percentuali sopra il risultato ottenuto lo scorso anno. Percentuali in crescita per Marconi, Buzzi e Datini, così come è in crescita la richiesta di lavoratori specializzati da impiegate nel settore dei servizi e nel distretto tessile a caccia di tecnici. Numeri a parte, la classifca pubblicata dalla Fondaziojne Agnelli vuole essere un aiuto per gli studenti delle medie impegnati nella scelta della scuola giusta.

Silvia Bini