A condurre l’inchiesta è stato il Gico della Guardia di Finanza che ieri mattina ha effettuato otto arresti
A condurre l’inchiesta è stato il Gico della Guardia di Finanza che ieri mattina ha effettuato otto arresti
Finita l’era dei money transfert si torna direttamente ai contanti. E’ così che le cosche della ’ndrangheta – secondo la direzione distrettuale antimafia di Milano – ripulivano il denaro servendosi di complici cinesi che inviavano il denaro in patria per poi restituirlo agli affiliati della cosca in contanti, trattenendo per sé il 4%. Nella maxi inchiesta del Gico della Guardia di Finanza milanese è finito anche un cinese di Prato, Sang Yu Zhang, 41 anni chiamato "Valerio", arrestato ieri in città dalle fiamme gialle con l’accusa di essere stato il tramite fra le ditte che si trovano in Cina e i mafiosi. "Aveva un rapporto consolidato da anni con gli indagati...

Finita l’era dei money transfert si torna direttamente ai contanti. E’ così che le cosche della ’ndrangheta – secondo la direzione distrettuale antimafia di Milano – ripulivano il denaro servendosi di complici cinesi che inviavano il denaro in patria per poi restituirlo agli affiliati della cosca in contanti, trattenendo per sé il 4%. Nella maxi inchiesta del Gico della Guardia di Finanza milanese è finito anche un cinese di Prato, Sang Yu Zhang, 41 anni chiamato "Valerio", arrestato ieri in città dalle fiamme gialle con l’accusa di essere stato il tramite fra le ditte che si trovano in Cina e i mafiosi.

"Aveva un rapporto consolidato da anni con gli indagati e non risulta essere intestatario di nessuna azienda propria. Ma i contatti con gli altri risalgono a parecchi anni indietro", fanno sapere dalla Guardia di Finanza.

L’accusa per gli otto arrestati (quattro in carcere e quattro ai domiciliari), fra cui il cinese e Francesco Maida legato al clan capeggiato da Lino Greco di San Mauro Marchesato in provincia di Crotone, è di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta. Oltre agli arresti le fiamme gialle hanno sequestrato beni per circa sette milioni di euro.

I soldi riciclati dalle società collegate alle cosche della ’ndrangheta e facenti parte della ‘rete’ svelata dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano arrivavano fino in Cina. Sang Yu Zhang è accusato di aver permesso a Francesco Maida e a Luciano Mercuri, anche quest’ultimo in custodia cautelare in carcere come Giuseppe Arcuri, di aver fatto confluire in Cina "ingenti quantità" di denaro frutto di riciclaggio, garantendosi "profitti consistenti". I soldi in questione, circa 400.000 euro, partivano dai conti correnti di alcune delle società dello "schema di frode" svelato dalla Dda, operanti nel settore del commercio dell’acciaio, e arrivavano direttamente su conti correnti cinesi. Le transazioni erano coperte da fatture per operazioni inesistenti emesse da società con sede in Cina. Zhang restituiva il relativo controvalore in contanti, sottraendo così i capitali al circuito legale. Un gioco che sarebbe andato avanti per anni. Ma la svolta è arrivata nell’ultimo mese quando, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ‘ndrangheta ha puntato a mettere le mani sui fondi destinati alle aziende in crisi a causa dell’emergenza Covid attraverso società create per evadere l’Iva e per riciclare il denaro proveniente da attività illecite. Sarebbero circa 60.000 euro i fondi Covid percepiti indebitamente da società intestate a prestanome e gestite direttamente da Maida. "Gli affiliati alla ‘ndrangheta – ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco – si sono avvalsi della collaborazione di un cinese di Prato interessato a riciclare importanti somme cash e a mandarle in Cina".

Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato bonificato mezzo milione di euro dai conti correnti di alcune società inserite nel meccanismo di frode fiscale. Soldi che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbero stati convogliati verso banche cinesi. Le indagini delle fiamme gialle proseguono per capire se ci siano altri cinesi coinvolti nel maxi giro di riciclaggio di denaro sporco.

L.N.