A sinistra Valeria Giuseppa, 90 anni, invalida

Prato, 14 maggio 2018 - ​«Al tribunale di Prato chiediamo solo due mesi di tempo per trovare una sistemazione ai miei genitori e soprattutto alla nonna di 90 anni, invalida al cento per cento. Non vogliamo soldi, non pretendiamo di restare a lungo in casa, chiediamo solamente questa opportunità per non doverci ritrovare in una situazione incresciosa soprattutto per la nonna invalida». A lanciare l’appello è Barbara Felici, nipote della signora Valeria Giuseppa, 90 anni, invalida costretta su una carrozzina. Tutto è legato alla vendita all’asta di una porzione della casa di famiglia, a Figline, quella al piano terra dove vivono i genitori di Barbara assieme alla nonna. La casa è stata battuta all’asta il 19 gennaio.

«Sappiamo bene di dover liberare l’appartamento e lo faremo perché siamo siamo persone serie. Ma purtroppo la nonna fra fine febbraio e inizio marzo si è aggravata. Non riesce più a camminare e si muove soltanto sulla carrozzina, per cui ha bisogno di un ambiente con requisiti particolari nel quale si muoversi con la sedia a rotelle. E’ una persona invalida e non può essere trasferita nella mia casa perché ci sono le scale e le stanze sono piccole».

La famiglia Felici è molto conosciuta in città per aver dato lavoro a numerosi pratesi grazie all’attività di lavorazione della terracotta, nella quale è impegnata da oltre 500 anni. «Siamo persone per bene. Abbiamo chiesto al giudice, presentando ben due istanze, di rimandare di un paio di mesi l’esecuzione da parte dell’ufficiale giudiziario. Ma per ora non abbiamo avuto risposte. Abbiamo anche provato a contattare chi ha acquistato l’immobile, ma non ci è stato reso possibile. Ci siamo mossi e abbiamo individuato una casa da affittare, ma anche per questo passaggio serve tempo. Intanto abbiamo iniziato il trasloco, mettendo già molte cose nelle scatole». La nipote di Valeria Giuseppa lancia un appello ai conoscenti e ai concittadini di Figline: chiede un aiuto pacifico, con una presenza mercoledì mattina alle 9 quando in via di Cantagallo 118 arriveranno ufficiale giudiziario e forze dell’ordine per lo sgombro coatto della famiglia. «Concedetci un paio di mesi al massimo. Non vogliamo trasferire la nostra nonna in un centro per anziani perché come lei si è presa cura di noi, noi vogliamo assisterla in tutto e per tutto».

Sara Bessi