Il premio che celebra il lavoro etico

Il Premio Santo Stefano di Prato ha riscosso grande successo, premiando aziende locali per la loro dinamicità e capacità di adattamento. L'iniziativa ha sottolineato l'importanza del legame tra imprenditorialità, bellezza e relazioni umane. Nonostante l'alluvione, il distretto pratese dimostra di essere un punto di riferimento per l'occupazione e la lotta all'illegalità.

Grande eco per il Premio Santo Stefano che per questa edizione si è fatto in quattro secondo la volontà del comitato promotore formato da Diocesi, Comune e Provincia di Prato, Camera di commercio di Pistoia e Prato e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Le aziende vincitrici sono la Signo srl, Pecci Filati, Rifinizione Penny e Linsieme Filati. Plauso da Diana Toccafondi, presidente della Fondazione CariPrato, che ha ricordato la lezione di Giuliano Gori che "ha insegnato il legame tra imprenditorialità e bellezza, ma anche il legame tra il lavoro e le relazioni umane, fondamentale per un lavoro inclusivo. Ciò significa non chiudere il ’cuore in banca’. È quello che lo Stefanino vuole premiare". Complimenti dall’onorevole Erica Mazzetti (FI) alle vincitrici "che dimostrano la dinamicità del nostro tessuto produttivo e imprenditoriale, la sua tenacia, anche di fronte alle avversità, la capacità di evolvere e cambiare e non di rado anticipando i trend come sostenibilità e lavoro di qualità, con al centro la persona". Per l’onorevole Chiara La Porta (FdI) "questa edizione ha un valore simbolico, in un momento ancora delicato. L’alluvione non è riuscita a fermare lo spirito dei nostri imprenditori e le aziende hanno dato prova che il distretto è da sempre garanzia di occupazione e contrasta, di fatto, l’illegalità, grazie al lavoro portato avanti con valore ed etica".