Prato, 14 ottobre 2021 – Impiegato nel settore privato, 43 anni, non vaccinato. Ha prenotato i tamponi in farmacia fino al prossimo 6 novembre. Marco, nome di fantasia, è nato nel cuore di Firenze, ma vive e lavora a Prato.

Green pass 15 ottobre, ultime notizie

Farmacie prese d'assalto per i tamponi

Come si è organizzato per poter continuare a lavorare?
«Appena il decreto green pass è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il 21 settembre scorso, mi sono informato e ho subito prenotato i tamponi».
Dove?
«In una farmacia vicino al lavoro. Faccio il tampone ogni 48 ore durante la pausa pranzo. Li ho fissati tutti alle 13.40, oltre alla domenica sera per il lunedì. Ho prenotato gli appuntamenti fino al 6 novembre».
E dopo?
«Dopo vediamo. Spero di poter continuare così anche dopo il 6 novembre. Ho diversi giorni di ferie arretrate, che prenderò non tutte insieme, ma via via, per organizzarmi secondo le scadenze che ho a lavoro. Perché alla fine il dipendente non vaccinato ha una doppia responsabilità, dovendo far fronte a costi economici e organizzativi per mantenersi il suo diritto al lavoro».
Ha fatto il calcolo di quanto spenderà al mese?
«Ogni cinque tamponi ne ho uno gratis quindi spenderò circa 150 euro. E' una spesa detraibile, quindi qualcosa recupererò il prossimo anno. Farò a meno di qualcosa, rinuncerò a qualche cena fuori o ad un fine settimana fuori porta perchè ho intenzione di difendere i principi nei quali credo».
Cioè?
«Devo dire che all'inizio ho scelto di non vaccinarmi per paura. Ho letto di troppe reazioni avverse, anche gravi, fino a mortali. Poi è subentrato altro, si è aggiunta una questione di principio. L'obbligo del green pass per andare a lavoro è un'imposizione dello Stato che ritengo inaccettabile. Ho tanti amici che per paura di perdere il lavoro si sono vaccinati. E' vergognoso. Se si ritiene che il vaccino sia necessario per debellare o tenere sotto controllo la pandemia, allora si metta l'obbligo della vaccinazione. Il green pass è una modalità fittizia, subdola e antidemocratica e per spingere alla vaccinazione e questo secondo me non è giusto, non è corretto né costituzionalmente accettabile».