Prato, 22 settembre 2015 - Nella sua camera, insieme alla figlia Martina e alla cagnolina Peggy, Giuseppe Giangrande finalmente può sorridere. E’ finito il terzo calvario, il terzo lungo ricovero in ospedale dopo l’ennesima operazione, stavolta per rimuovere una piaga all’osso sacro. Il maresciallo dei carabinieri ferito da Luigi Preiti davanti a palazzo Chigi il 28 aprile 2013, il giorno dell’insediamento del governo Letta, è tornato di nuovo a casa, nella sua Prato. Ha lasciato l’unità spinale di Careggi da qualche giorno e ora spera di non tornarci più, se non per le visite di controllo.

Riposare nel suo letto l’ha messo di buon umore, anche se proprio in questi giorni è arrivata una notizia che gli ha lasciato l’amaro in bocca. «Preiti ha fatto ricorso in Cassazione contro la condanna a 16 anni confermata in appello – dice – Faccia pure quello che vuole, ormai la giustizia si è espressa. Le sue scelte mi lasciano indifferente». Si capisce che forse non è proprio così, ma Giangrande vuole pensare ad altro.

Il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande nella sua casa

«Adesso mi sento molto meglio – continua – grazie all’ottimo lavoro fatto da tutta l’équipe dell’unità spinale di Careggi, una vera eccellenza italiana. Ho recuperato l’uso della parte alta delle braccia ed ho sensibilità fino ai polsi. Mi sento più forte di prima». L’obiettivo adesso è recuperare un po’ di normalità. Nei prossimi giorni il maresciallo ferito riprenderà la riabilitazione con gli specialisti pratesi e nel frattempo spera di poter tornare in centro storico per incontrare i vecchi amici.

Soprattutto, come aveva dichiarato a «La Nazione» qualche mese fa, gli piacerebbe incontrare Papa Francesco. Il pontefice visiterà Prato la mattina del 10 novembre prima di raggiungere Firenze: potrebbe essere quella l’occasione giusta per un incontro? «Siamo stati contattati dal Vaticano ma ancora non c’è nulla di definito – raccontano Giangrande e la figlia – E’ difficile che sia possibile organizzare qualcosa già per novembre, è più probabile un viaggio a Roma, magari quando farà più caldo. Vediamo, non ci resta che aspettare».

Durante il ricovero a Firenze Giangrande ha ricevuto la visita del ministro della difesa Roberta Pinotti, mentre fra i tanti che chiamano per informarsi sulle sue condizioni, a partire dall’ex premier Enrico Letta con il quale c’è un rapporto speciale, ci sono anche i fratelli Della Valle («Sono due persone eccezionali»).

«E’ bello non sentirsi soli – chiude Giangrande – Per me ogni giorno è una battaglia, devo fare un piccolo passo per arrivare più lontano e vincere la guerra. Io non mi arrendo».