Paolo Rossi
Paolo Rossi


Prato, 21 agosto 2021 - Immagini di vita quotidiana che ritraggono Pablito da giovane. Momenti simbolo della sua adolescenza come la prima comunione o la gita scolastica, oppure la prima partita giocata al campino della parrocchia. E ancora scatti con la maglia del Santa Lucia o dell’Ambrosiana in quei campi di periferia dove è nata la leggenda. Li cerca la casa di produzione Palomar, che in vista del docu-film sulla vita di Paolo Rossi lancia un appello ai cittadini pratesi. L’obiettivo è quello di riuscire a entrare in possesso di fotografie o filmati dell’epoca, che possano aiutare a documentare la gioventù di Pablito a Prato, raccontando gli inizi del calciatore che ha riscritto la storia calcistica di una intera nazione.

Le riprese del documentario curato da Walter Veltroni inizieranno in città nei primi giorni di settembre, anche se già a partire dalla prossima settimana la troupe effettuerà i primi sopralluoghi nei luoghi simbolo dell’adolescenza di Pablito. Alcune delle richieste della casa di produzione, che per portarsi avanti si è rivolta anche al Comune, sono molto specifiche. Si chiede aiuto per entrare in possesso di immagini che possano testimoniare quella volta in cui Rossi fece sei gol da bambino al campo di Montemurlo, facendo subito capire a tutti di che stoffa era fatto. O ancora scatti o filmati di quando Pablito frequentava il Dagomari. A questo proposito, proprio per cercare testimonianze dell’epoca, attraverso la scuola si farà una ricerca fra i professori per capire se c’è ancora qualcuno che ha immagini di quando faceva lezione all’ex campione del mondo. Un lavoro minuzioso, attraverso il quale ci si concentrerà sul racconto dell’uomo Paolo Rossi e non tanto sul calciatore che ha vinto tutto nella sua carriera.

Le riprese, che inizieranno a breve, faranno seguito alla visita tenuta a maggio dallo stesso Veltroni, che prima aveva incontrato in Comune il sindaco Biffoni per spiegargli il progetto, e poi aveva camminato per Santa Lucia assieme al fratello di Pablito, Rossano, all’attore Francesco Ciampi e alla moglie di Rossi, Federica Cappelletti. Un modo per entrare nel mondo del compianto campione pratese, per vedere da vicino la casa di via Fucini dove era nato, il garage di via della Cooperazione dove i tifosi in festa salirono per festeggiare la vittoria della coppa del mondo e camminare fra l’erba dell’anfiteatro e del giardino Dorval Vannini, dove Pablito tirò i primi calci a un pallone. "Le testimonianze di affetto nei confronti di Paolo continuano ad arrivare tutti i giorni", racconta il fratello Rossano. "Sia nei vari gruppi, che sui social o con messaggi privati ricevo tantissimo affetto. E questo non può che farmi felice. Ci sono migliaia di persone che erano molto affezionate a Paolo: per loro rappresentava un’icona, un esempio da seguire".

Rossano Rossi racconta anche di avere ricevuto una chiamata da un vecchio compagno di squadra ai tempi dell’Ambrosiana. "Mi ha detto che il nipote è stato scelto per impersonare Paolo da bambino", prosegue Rossi. "Gli ho risposto che ne sono molto felice, in fondo chi meglio di una famiglia pratese può raccontare cosa ha rappresentato Paolo per la città?". Rossano Rossi si riferisce al casting organizzato dalla casa di produzione romana, nel quale si cercavano un bambino di 9 anni somigliante a Paolo Rossi, uno di 12 simile a Rossano Rossi, e un altro di 16 anni che dovrà impersonare Pablito da adolescente. Una ricerca che a quanto pare ha dato i propri frutti, raccogliendo adesioni in città.