Prato, 11 giugno 2018 - Una grande festa che ha visto il parco dell’ex Ippodromo ospitare cani di ogni razza, taglia e colore, per la gioia dei più piccoli ma anche dei loro genitori, che non hanno resistito alla tentazione di farsi fotografare insieme agli amici a quattro zampe. L’esposizione canina andata in scena ieri e organizzata dal ‘Gruppo cinofilo pratese’ ha radunato centinaia di appassionati ai giardini di via Roma, fra partecipanti, spettatori e semplici curiosi. «Akiba ha da poco compiuto un anno», racconta Jessica Dei e intando indica con orgoglio la sua Staffordshire terrier. «Cercheremo di fare bella figura nella gara di agility, naturalmente divertendoci». L’atmosfera che si respira è quella delle occasioni di svago, dove si punta più a passare una giornata diversa che a vincere. «Essere riuscita a portare Vuitton qui per me è già un ottimo risultato, dato che di solito fa quel che le pare», scherza Laura Poli, mostrando una simpatica terrier di due anni- «A casa resta calma e impassibile, poi appena esce abbaia a qualunque essere vivente».

C’è anche chi è arrivato da fuori, prendendo la rassegna sul serio e unendo l’utile al dilettevole. E’ il caso dei coniugi italo-francesi Marradi, che hanno piazzato Ikko e Nala, i loro due leonberg, al primo posto nelle rispettive categorie nel concorso espositivo. «Eravamo in vacanza a Firenze, quando abbiamo saputo di questa iniziativa», racconta Richard, originario di Fucecchio. «Io e mia moglie viaggiamo sempre accompagnati dai nostri cani. Ne abbiamo approfittato per visitare la città». Passando in rassegna i partecipanti ai vari concorsi spiccano gli esemplari più curiosi e bizzarri. E’ il caso di Filippo Zarathustra, nome sui generis che sembra rimandare a Nietzsche e alla cultura asiatica. «Sono un’appassionata di filosofia», conferma Erika Buzzegoli, proseguendo con un suggerimento: «Concorsi del genere dovrebbero essere organizzati più spesso dato che il pubblico che attiranoè ogni volta numeroso». Restando in ambito filosofico (o quasi) alcuni si sono iscritti alla gara citando De Coubertin. «Il mio Ahron è un labrador di otto mesi, fin troppo vivace», commenta divertita Sara Forestieri, mentre il «cucciolo è impegnato ad azzannare un ramo. «E’ la prima gara a cui ci siamo iscritti e per me questo resta un gioco, credo che l’importante sia partecipare e divertirsi». In ogni caso il leitmotiv della giornata resta il rapporto fraterno fra cane e padrone. «Leo è un corso di un anno e mezzo, buono come il pane. E dire che i miei figli lo torturano, non e non gli danno un attimo di pace mentre giocano insieme. Ma lui niente, sopporta in silenzio», racconta ridendo Maurizio Salvia- «E’ estremamente protettivo nei nostri confronti, è il guardiano della famiglia. A volte penso che se prendessimo esempio dalla lealtà di questi animali, il nostro sarebbe un mondo migliore».

Giovanni Fiorentino