Giovanni Iannelli (al centro della foto) in corsa
Giovanni Iannelli (al centro della foto) in corsa

Prato, 13 novembre 2019 - A seguito dell’omologazione, senza provvedimenti, della gara del 5 ottobre scorso nella quale ha perso la vita a Giovanni Iannelli, la sua squadra, la Cipriani & Gestri Hato Green Tea Beer, ha presentato un reclamo alla corte sportiva di appello della Federciclismo. Nel reclamo la società pratese presieduta da Edoardo Zanobetti «evidenzia gravissime negligenze organizzative che sono state peraltro omesse dal collegio di giuria al giudice unico del Piemonte che ha omologato la gara, senza provvedimenti, in maniera immotivata, affrettata ed inopportuna, omettendo anche di svolgere gli ulteriori e dovuti accertamenti, e senza neppure considerare che i fatti accaduti erano oggetto di tre fascicoli d’indagine da parte della procura della Repubblica di Alessandria, da parte della procura federale e da parte della procura del Coni».

La società segnala nel suo reclamo anche «l’inadeguata lunghezza della transennatura, inferiore ai 40 metri (per regolamento le gare regionali devono avere almeno 100 metri di transenne prima del traguardo, ndr) e l’inefficace posizionamento della stessa, peraltro non a norma». Nel reclamo «si evidenzia anche l’inesistente protezione dei molti e ripetuti ostacoli mortali presenti nel rettilineo finale del tracciato, posizionati a filo strada ed addirittura prospicenti; l’inadeguato presidio degli ultimi metri di gara; l’errato posizionamento dei fotografi».

Viene invitato anche «chi fosse interessato» a sostenere il reclamo presentato dalla società: «Lo si può fare con le modalità previste dal regolamento di giustizia – scrivono dalla società di Iannelli – vale a dire depositando il proprio atto alla segreteria della corte sportiva di appello, almeno due giorni prima dell’udienza fissata per il giorno 18 novembre, alle 11, nella sede della Fci a Roma».

Sulla morte di Giovanni Iannelli indagano tre procure e ora, a rafforzare la richiesta di accertamenti per verificare l’esistenza di eventuali responsabilità, arriva anche il reclamo della sua società verso l’omologazione della corsa. Un decisione, l’omologazione appunto, che suscitò tante proteste per la tempistica e senza che il giudice sportivo chiedesse un supplemento di rapporto ai direttori di corsa e alla giuria visto quanto era successo.
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