Prato, 5 luglio 2018 - Nessun cambio di ordinanza in vista. Si va avanti così, con il divieto di somministrare bevande in contenitori di vetro dalle 21 alle 7 del mattino, ma con la possibilità, per chi fa servizio al tavolo e ha dehors e pertinenze esterne, di servire normalmente i vini in bottiglia o gli alcolici nei bicchieri. Questo almeno fino alla prossima riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, in programma nei prossimi giorni in prefettura. Ieri il sindaco Biffoni ha incontrato il prefetto, per cercare di capire quali sono i motivi alla base della richiesta del questore di modificare l’ordinanza già emessa, per farla diventare ancora più restrittiva. «Ci tengo a dire che non ho alcuna intenzione di mettermi contro il questore Cesareo. Voglio solo capire bene quali sono le motivazioni di questa richiesta – commenta il primo cittadino –. Vorrei solo far presenti le mie preoccupazioni. Mi sembra una ordinanza un po’ troppo restrittiva, che non ha eguali in altre città d’Italia. Ma mi affido alle competenze delle forze dell’ordine e se decideranno che è una modifica necessaria, allora seguirò le loro indicazioni».

In effetti, se davvero come pare, il motivo di questa preoccupazione sia il fatto che la questura vuole evitare che gli oggetti di vetro presenti sui tavoli possano essere usati come armi improprie durante eventuali risse e battibecchi, allora è altrettanto vero che lo stesso discorso potrebbe essere applicato a sedie, tavolini, piatti e stoviglie di vario genere. Insomma, forse un eccesso di prevenzione. Meglio mandare avanti il buon senso, insomma, e non limitare la libertà di molti per le colpe di pochi. Pericolo scampato, dunque, almeno per il momento, per tutti i ristoratori, che comunque sono già sul piede di guerra per l’idea lanciata dal questore: «Sarebbe un danno economico importante per chi ha bottiglie di qualità – spiega Paolo Colzi di Fiaschemberg –. Credo ci siano altri problemi di sicurezza da tenere sotto controllo». Dello stesso avviso molti suoi colleghi.

«Così si limita anche la libertà dei clienti di ordinare dei vini pregiati o dei liquiri che non vanno serviti in plastica – aggiunge Fausto Bagattini di Caldy’s Caffé –. Senza contare il danno economico per noi ristoratori». E ancora: «I problemi di sicurezza non si risolvono certo eliminando bottiglie e bicchieri di vetro – precisa Lorenzo Suardi de La Cova – . E poi anche il danno ambientale, intensificando l’uso della plastica, non è da sottovalutare». Oppure: «Mi sembra una idea che può solo creare dei danni a chi invece negli anni ha contribuito, come noi dei locali, a riqualificare il centro – conlude Gianluca Ciasullo de La Locanda del Terzo Tempo –. Sarò felice di offrire una buona bottiglia o uno dei nostri liquori pregiati in vetro al questore, se vorrà passare a trovarci».