Una delle tante proteste degli operai Texprint di fronte ai cancelli di via Sabadell (Foto Attalmi)
Una delle tante proteste degli operai Texprint di fronte ai cancelli di via Sabadell (Foto Attalmi)
"Questo è ciò che il Comune di Prato ha fatto e sta facendo per gli ex lavoratori Texprint che si sono rivolti alle istituzioni, intraprendendo un percorso presso lo sportello antisfruttamento. Questi sono i percorsi che solo nei primi 7 mesi del 2021 altre 14 donne e 37 uomini hanno deciso di intraprendere con le istituzioni presso lo stesso sportello". Inizia così una lunga e appassionata lettera aperta resa pubblica ieri dal sindaco Matteo Biffoni e indirizzata in prima persona ai sindacalisti Si Cobas con i quali nelle ultime settimane la tensione è salita alle stelle sulla questione Texprint. Un intervento preceduto da un lunghissimo e...

"Questo è ciò che il Comune di Prato ha fatto e sta facendo per gli ex lavoratori Texprint che si sono rivolti alle istituzioni, intraprendendo un percorso presso lo sportello antisfruttamento. Questi sono i percorsi che solo nei primi 7 mesi del 2021 altre 14 donne e 37 uomini hanno deciso di intraprendere con le istituzioni presso lo stesso sportello". Inizia così una lunga e appassionata lettera aperta resa pubblica ieri dal sindaco Matteo Biffoni e indirizzata in prima persona ai sindacalisti Si Cobas con i quali nelle ultime settimane la tensione è salita alle stelle sulla questione Texprint. Un intervento preceduto da un lunghissimo e dettagliato elenco di date e attività amministrative, citate per dimostrare, punto su punto, che il Comune si sta occupando eccome della questione dei lavoratori sfruttati di cui i Si Cobas si sono fatti portavoce. E per dire che no, da parte del sindaco non c’è stato proprio alcun disinteresse. Anzi.

"Luca e Sarah - scrive Biffoni rivolgendosi direttamente a due dei sindacalisti del gruppo - i lavoratori in difficoltà sono e saranno sempre accolti, così come voi siete i benvenuti in piazza se accettate di farlo rispettando le regole, nell’ambito del vivere civile di una comunità dove una piazza è di tutti: di chi manifesta, di chi lavora, di chi ne ha precedentemente richiesto l’occupazione, di chi semplicemente ci vive o vi passeggia. Io non prendo la distanza dalle piazze, ma dai metodi violenti e di prevaricazione, da chi impedisce ad altri lavoratori di svolgere la propria attività. E quando gli ex lavoratori che si rivolgono a noi ci dicono di non poter garantire la presenza ai corsi di italiano perché devono stare al picchetto, o ci chiedono di poter tornare a lavorare alla Texprint, qualcosa non torna. Il timore che sorge è che qualcuno non abbia spiegato loro esattamente come stanno le cose". Prosegue Biffoni facendo riferimento all’impegno del Comune nella questione: "Francamente mi sfugge cosa sia stato ottenuto oltre a quello che sta facendo il Comune, per gli ex lavoratori Texprint, se non far loro collezionare sanzioni e denunce. La condanna e la lotta allo sfruttamento lavorativo non sono in discussione,e il Comune di Prato fa da sempre la propria parte. Non da ora, da anni". Da parte di Biffoni - ed è questa una parte cruciale della lettera - anche un chiaro riferimento alle vicende interne al Pd e al sostegno a fasi alterne che gli è arrivato da alcuni ambienti del suo partito. " Chi riveste ruoli di governo, di rappresentanza politica o sindacale credo che non possa continuare a stare nel limbo su una questione così importante. Deve decidere come porsi e quale è il territorio in cui intende muoversi. Sarebbe utile sapere se si vuole dare il proprio contributo secondo le regole o se si appoggiano metodi di altro genere, spesso discutibili che espongono i più deboli. E colgo l’occasione per ribadire la mia certezza che anche tutte le componenti del mio partito, il Pd, abbiano le idee chiare su questo e che nessuno stia utilizzando un tema così importante, con distinguo di mera natura congressuale. La mia amministrazione ha la porta sempre aperta per chi rispetta le regole, non agisce con violenza, tutela chi è in difficoltà. Lo abbiamo sempre fatto".