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23 giu 2022

Prato, al Macrolotto tutto o quasi illegale. Su 10 ditte controllate 9 sono fuorilegge

Nuove verifiche della task force dell’ispettorato del lavoro. Sospese le attività per la presenza di operai al nero e clandestini

23 giu 2022
(DIRE) Bologna, 17 nov. - Non solo tagli e pochi mezzi, ma anche condizioni lavorative peggiorate in un mondo, quello del lavoro, sempre piu' teso e a rischio, tra minacce, insulti e aggressioni fisiche. È la fotografia che descrivono gli ispettori del lavoro di Bologna, scesi in piazza questa mattina in piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura, nell'ambito della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Flp. Si ritrovano in 50 a protestare contro i tagli al fondo produttivita' (50% in meno, cioe' sette milioni in meno) e la nuova organizzazione (suddivisa tra Ispettorato nazionale del lavoro e Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), attiva dall'1 gennaio 2017. Ma non c'e' solo la questione economica: fare l'ispettore del lavoro e' diventato sempre piu' difficile, soprattutto negli ultimi anni: "Siamo insultati e maltrattati quando andiamo nelle aziende- spiega Maurizia Monti, responsabile vigilanza dell'Ispettorato del lavoro di Bologna- e non maltrattano o insultano noi, ma lo Stato che rappresentiamo".      Atteggiamento che non si limita solo ai 'controllati': "Se andiamo a ispezionare un pubblico esercizio notiamo disprezzo anche nella clientela, perche' magari facciamo tardare un attimo il servizio". Gli altri manifestanti confermano, denunciando condizioni sempre piu' difficili. Qualcuno accenna anche ad aggressioni fisiche. "Qualche collega e' stato minacciato anche pesantemente- aggiunge Monti- tocchiamo con mano uno scadimento del senso della legalita' che dovrebbe preoccupare". Le tutele sono "inesistenti- spiega Claudio Salerno dell'Rsu- siamo in grossissima difficolta' quando troviamo caporali o lavoratori clandestini". (SEGUE)   (Dav/ Dire) 15:59 17-11-1
Ispettorato del lavoro
(DIRE) Bologna, 17 nov. - Non solo tagli e pochi mezzi, ma anche condizioni lavorative peggiorate in un mondo, quello del lavoro, sempre piu' teso e a rischio, tra minacce, insulti e aggressioni fisiche. È la fotografia che descrivono gli ispettori del lavoro di Bologna, scesi in piazza questa mattina in piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura, nell'ambito della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Flp. Si ritrovano in 50 a protestare contro i tagli al fondo produttivita' (50% in meno, cioe' sette milioni in meno) e la nuova organizzazione (suddivisa tra Ispettorato nazionale del lavoro e Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), attiva dall'1 gennaio 2017. Ma non c'e' solo la questione economica: fare l'ispettore del lavoro e' diventato sempre piu' difficile, soprattutto negli ultimi anni: "Siamo insultati e maltrattati quando andiamo nelle aziende- spiega Maurizia Monti, responsabile vigilanza dell'Ispettorato del lavoro di Bologna- e non maltrattano o insultano noi, ma lo Stato che rappresentiamo".      Atteggiamento che non si limita solo ai 'controllati': "Se andiamo a ispezionare un pubblico esercizio notiamo disprezzo anche nella clientela, perche' magari facciamo tardare un attimo il servizio". Gli altri manifestanti confermano, denunciando condizioni sempre piu' difficili. Qualcuno accenna anche ad aggressioni fisiche. "Qualche collega e' stato minacciato anche pesantemente- aggiunge Monti- tocchiamo con mano uno scadimento del senso della legalita' che dovrebbe preoccupare". Le tutele sono "inesistenti- spiega Claudio Salerno dell'Rsu- siamo in grossissima difficolta' quando troviamo caporali o lavoratori clandestini". (SEGUE)   (Dav/ Dire) 15:59 17-11-1
Ispettorato del lavoro

Prato, 24 giugno 2022 - Caporalato, sfruttamento, sicurezza sul lavoro? L’obiettivo di mettere in regola il distretto parallelo pratese è ancora ben lontano da raggiungere. Ne sono testimonianza i continui controlli a tappeto che l’Ispettorato del lavoro dalla sede centrale di Roma esegue nella nostra provincia da circa un anno, nell’ambito del progetto nazionale "Stop caporalato!". Da quando esiste il progetto gli ispettori hanno tenuto gli occhi puntati sul Macrolotto e la zona industriale di Prato ben consapevole delle tante irregolarità che regnano nelle molteplici ditte, soprattutto a conduzione cinese. E anche l’ultima tornata di verifiche ha confermato il dato sconfortante della quasi totali di aziende non in regola in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sfruttamento. Secondo quanto emerso, su 10 aziende controllate, nove impiegavano lavoratori irregolari o violavano le norme in materia di sicurezza. Gli ispettori hanno così proceduto alla sospensione dell’attività. È il risultato dell’ultima attività di vigilanza nel distretto industriale tessile di Prato, condotta nei giorni scorsi dalla task force coordinata dall’Ispettorato territoriale di Prato che ha visto impegnati ispettori provenienti da Roma e Verona. L’attività si è concentrata su realtà imprenditoriali che operano nei settori di confezione in serie di articoli di abbigliamento e manifattura. Le nove aziende per le quali è scattata la sospensione impiegavano irregolarmente 34 lavoratori, di cui 22 privi di permesso di soggiorno. Dalle verifiche, che hanno riguardato la regolare costituzione dei rapporti di lavoro ed il rispetto dei contratti nazionali di lavoro, sono emerse irregolarità amministrative e penali, ed in particolare: lavoro nero, occupazione di manodopera priva di regolare permesso di soggiorno, violazioni in materia di orario di lavoro e di riposi giornalieri e settimanali, omessa tranciabilità del pagamento delle retribuzioni. Sono state riscontrate e contestate, inoltre, numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ...

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