Francesco Vallerini
Francesco Vallerini

Prato, 11 febbraio 2019 - "Adesso basta, siamo stanchi: al prossimo episodio di razzismo ci fermiamo e lasciamo il campo. Tutto questo non ha più niente a che fare con il calcio". E’ un fiume in piena l’allenatore del Mezzana, categoria Juniores regionali, Francesco Vallerini. Il tecnico gialloblù torna a denunciare l’ennesimo episodio di razzismo sui campi del calcio giovanile toscano, ai danni dei suoi calciatori di colore. Un allarme già lanciato sulle pagine de La Nazione dal direttore generale del Mezzana, Samuele Ciolini, ma che sabato scorso, stando al racconto dei pratesi, si è nuovamente ripetuto.

La partita incriminata è quella giocata dai gialloblù contro il Migliarino Vecchiano, che si è conclusa in un clima infuocato, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri.

"Il primo episodio di razzismo si è verificato in campo – accusa Vallerini – Tutti hanno sentito l’offesa basata sul colore della pelle pronunciata da un giocatore del Migliarino. Parole vergognose che da sole meritavano la sospensione della partita". Il match, però, è andato avanti e nel post partita è arrivato il momento più concitato.

"Un nostro calciatore di colore è andato dagli avversari e dai loro tifosi a pretendere le scuse – aggiunge Vallerini – In tutta risposta ha subìto un’altra offesa razziale e lì è partito un parapiglia. L’arbitro ci ha detto di non avere sentito niente in campo ma ha visto benissimo quello che è successo a fine gara. Adesso aspettiamo di leggere cosa c’è scritto nel referto".

Dopo le proteste del mese scorso, ora il Mezzana vuole andare fino in fondo a questa vicenda. Tanto da preannunciare la presentazione di un esposto alla procura federale. "E’ stato l’ennesimo weekend caratterizzato da forme di razzismo verso i nostri calciatori – sottolinea Ciolini – Stavolta vogliamo seguire l’iter burocratico e faremo di tutto affinché il razzismo sparisca dai campi da calcio". Il Migliarino Vecchiano, contattato dal nostro giornale, ha preferito non commentare la vicenda.

Stefano De Biase