Prato, 11 luglio 2015 - La pentola scoperchiata dalla squadra mobile – le indagini sono state coordinate dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Egidio Celano – hanno portato al provvedimento cautelare firmato dal gip Silvia Isidori nei confronti di due infermieri dell’Asl e sette operatori socio sanitari della cooperativa Astir, oltre ad altri otto indagati. Il pm ha chiesto l’arresto per tutti ma il gip ha emesso un provvedimento di sospensione dal lavoro per un anno nei confronti di nove persone. Gli operatori socio sanitari colpiti dall’ordinanza cautelare sono: Alessandro Pozzato, 42 anni, residente a Montale, Daniela Lascialfari, 54 anni di Prato, Chantal Abi, 50 anni, originaria della Costa d’Avorio ma residente a Prato da anni, Maria Grazia Carenzi, 54 anni, residente a Pistoia, Cristina Cianella, 59 anni, residente a Prato, Liviana Pastorelli, 54 anni, residente a Carmignano, Filomena Di Lillo, 51 anni, residente a Montale. I due infermieri sono: Biagio Carta, 42 anni, residente a Vaiano, e Fiorella Parlanti, 57 anni, residente a Prato.

Gli altri otto indagati sono Maria Cristina Latessa, infermiera di 56 anni, residente a Montemurlo; Fatime Hysembelliu, operatrice socio sanitaria di 36 anni, originaria dell’Albania e residente a Pistoia; Lidia Del Medico, operatrice di 63 anni, residente a Prato; Edwige Blanche Yombum Tonga, 33 anni nata in Camerun e residente a Vaiano; Khadija Halim, 45 anni, residente a Prato; Monica Lotreanu, 37 anni di origini romene ma residente a Prato; Rosa Della Gioia, 54 anni, residente a Prato; Raffaella Critelli, 55 anni residente a Montemurlo. Tutti e otto sono solo indagati, mentre gli altri nove sono stati colpiti da un provvedimento di sospensione dal servizio per un anno. La direzione dell’Asl, comunque ha deciso di spostare dall’Rsa di Narnali tutti i dipendenti, anche quelli che non risultano indagati.

I nove sono stati sospesi dal servizio mentre gli altri otto sono stati spostati dall’Asl in altre strutture. Le ipotesi di reato sono maltrattamenti fisici e morali e lesioni nei confronti di anziani degenti. In tutto, l’Rsa ha 46 posti letto di cui dieci riservati ai malati di Alzheimer. «Abbiamo dovuto mandare dei poliziotti dentro la struttura per far capire loro che l’attenzione era massima – ha spiegato Nannucci – Quando si sono accorti che li tenevamo d’occhio hanno smesso» La segnalazione è partita più di un anno fa quando due tirocinanti dell’Università di Scienze infermieristiche hanno svolto uno stage nell’Rsa. I ragazzi sono rimasti a dir poco choccati da quello che hanno visto tanto da recarsi in Questura per sporgere denuncia. Hanno raccontato delle angherie, delle offese e delle botte. Uno dei due ha fatto ascoltare una registrazione sul suo cellulare dove una oss offendeva e derideva una paziente rivolgendole allusioni sessuali. I due studenti hanno parlato del personale dell’Rsa come «conosciuto nell’ambiente per l’assenza di professionalità con i pazienti».

Da quel momento sono partite le indagini. «Chiedo scusa a tutte le famiglie coinvolte personalmente e da parte dell’Asl – ha detto Simona Carli, direttore generale straordinario – perché fatti come questi sono gravissimi. Quando siamo stati contattati dal dottor Nannucci abbiamo subito dato la massima disponibilità a collaborare con le indagini. Faremo piazza pulita all’interno dell’Rsa perché anche se qualcuno sapeva e non ha detto, per me è colpevole lo stesso. I tre infermieri indagati sono stati tutti sospesi, mentre il contratto con Astir, che comunque era in scadenza, è stato revocato. Incrementeremo il numero di unità di personale e garantiremo le funzioni di coordinamento e controllo con figure professionali apicali». Un precedente c’era già stato. Nel 2012 venne indagata un’operatrice socio sanitaria per maltrattamenti su un anziano. A sporgere denuncia furono i familiari del degente per alcuni lividi che aveva su un braccio. La donna venne sospesa per quattro mesi ma poi, fu reintegrata nella stessa struttura. Ora si trova tra i diciassette indagati.