Prato, 30 novembre 2021 - "Stiamo lavorando per alleggerire i tempi di attesa del posto letto. ll fenomeno del boarding , ovvero dell’attesa del posto letto, non è nuovo. E’ una situazione che si registra in tutti i pronto soccorso d’Italia per la riduzione dei posti nei reparti". Alessio Baldini , direttore del pronto soccorso del Santo Stefano, ha chiari i limiti e le sfide del dipartimento di emergenza urgenza, a partire dalle fughe dei medici per arrivare alle problematiche segnalate dagli utenti. Se per Baldini la questione dell’ospedale piccolo è di carattere politico e il suo compito da medico è di garantire la cura ai cittadini, l’abbattimento del boarding è alla sua attenzione e a quella della direzione ospedaliera. "Un primo intervento è relativo al briefing multidisciplinare ogni mattina con le aree mediche. Così possiamo spostare i pazienti più critici dal pronto soccorso in altri reparti: possiamo contare su 10 posti. Ci sono i casi meno gravi che hanno bisogno di osservazione e che possono rimanere in pronto soccorso". Infine, c’è un altro percorso per i pazienti più gravi: "Questi ultimi vengono spostati in Hdu, ossia nell’area subintensiva della medicina d’urgenza. Abbiamo 10 letti attrezzati come in rianimazione, con infermieri e medici". In aiuto al pronto soccorso è stato attivato il day service nell’ala sud dell’ospedale, dove possono essere indirizzati quei pazienti che necessitano di una serie di prestazioni ambulatoriali senza la necessità del ricovero. Sul caso della signora Emanuela Cecconi, il direttore Baldini tiene a "ricordare che la paziente ha fatto tutti gli esami, è stata dimessa in buone condizioni con le indicazioni terapeutiche". Baldini difende l’operato dei sanitari: "Il pronto soccorso è organizzato nel miglior modo possibile. Ricordiamoci che stiamo parlando di professionisti con competenze elevate per la cura degli utenti".