Paolo Morello Marchese, direttore generale della Asl Toscana centro
Paolo Morello Marchese, direttore generale della Asl Toscana centro

Prato, 15 marzo 2019 - Il medico che faceva falsi esami, ma riscuoteva soldi veri, continua ad esercitare. L’uomo, originario di Montecatini, riceve ancora i suoi pazienti nella struttura di via Pistoiese che conta diversi ambulatori di medici di base. Il professionista era stato scoperto nella sua attività truffaldina grazie ad un servizio della trasmissione «Le Iene» su Italia Uno. I video, realizzati con telecamera nascosta, mostravano il modus operandi del dottore, in particolare con pazienti cinesi e stranieri, dai quali si faceva pagare per prestazioni effettuate a macchinari spenti.

«Al momento il professionista viene monitorato dagli ispettori dell’Asl - spiega Paolo Morello Marchese, direttore generale dell’azienda sanitaria Toscana centro - Sta lavorando perché al momento non sono stati presi provvedimenti ed è un massimalista con 1.500 pazienti da seguire. A proposito abbiamo convocato per il 20 marzo il comitato aziendale per la medicina generale per la disamina del caso e per decidere eventuali provvedimenti disciplinari».

Non solo: la vicenda del medico sbarcherà anche di fronte all’Ordine dei medici di Pistoia, al quale risulta iscritto il professionista. «Lo abbiamo convocato per la prossima settimana - dice Beppino Montalti, presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia - insieme al proprio legale. Sarà un incontro di chiarificazione e verifica su quanto emerso. Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per capire se è partita o meno una indagine a livello di procura. Noi possiamo dare solo un giudizio deontologico: poi potremo procedere con una gamma di provvedimenti. A fine mese decideremo». Intanto una troupe de «Le Iene» è tornata negli studi di via Pistoiese per cercare di parlare con l’uomo: è stato necessario anche l’intervento della polizia per riportare la calma.

E per velocizzare i tempi, il dg Morello ha attivato un nucleo ispettivo, che entra in servizio da oggi per verificare l’elevato numero di pazienti stranieri - 1.470 - assegnato al medico in questione e in generale ai medici della stessa struttura. «Bisogna capire se sono state seguite tutte le procedure di assegnazione - spiega Morello - per una questione di trasparenza». Ogni medico di base può avere un 5% di pazienti in più rispetto al massimo consentito (1.500). Per quanto riguarda gli stranieri l’assegnazione è provvisoria.

Sara Bessi