Prato, 14 febbraio 2020 -  Si riparte da zero. Dopo la bocciatura della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, arrivata ieri con la sentenza del Consiglio di Stato che conferma in pieno e addirittura supera la stessa sentenza del Tar della Toscana del maggio scorso, adesso si riparte verso un nuovo progetto di mobilità moderna e sostenibile della Piana fiorentina, che risponda ai reali bisogni del territorio.  Lo chiedono i  sindaci dei sei Comuni di Prato, Poggio a Caiano, Carmignano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano che avevano presentato ricorso contro il decreto di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e che bocciano ogni possibilità che la discussione possa tornare sull'ampliamento di Peretola. 'Il progetto così come è stato pensato non è fattibile oggi e non lo sarà mai', dicono.

Archiviata definitivamente la pista parallela ora si guarda al futuro: in che modo però coniugare lo sviluppo delle in frastruttiure con la sostenibilità è tutto da vedere. La discussione è aperta e i sindaci sono disponibili.  

“Oggi è il giorno in cui ripartiamo da zero – affermano congiuntamente Francesco Puggelli,  presidente della Provincia di Prato (e sindaco di Poggio a Caiano); il sindaco di Prato matteo Biffoni; il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi; il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, il sindaco di Calenzano Riccardo Prestini e il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti – e, tutti insieme, con unità di intenti, passiamo concretamente alla progettazione del Parco della Piana e delle opere che portino dei veri benefici a tutta la Piana, infrastrutture moderne, rispettose dell’ambiente, sostenibili e che finalmente risolvano e rispondano ai problemi che i cittadini quotidianamente sono costretti a sostenere nei loro spostamenti.”

La sentenza del Consiglio di Stato, giunta nella giornata di ieri (giovedi 13 febbraio), ribadisce le posizioni da sempre sostenute dai sei sindaci, nel merito e anche nel metodo. Nel merito perché conferma ciò che il Tar aveva già accolto pochi mesi fa, e cioè il ricorso contro la Via e le 140 prescrizioni in essa contenute e la mancanza di adeguate soluzioni progettuali alle numerosissime criticità ambientali, ma anche nel metodo, perché affossa definitivamente anche un iter procedurale, quello adottato da chi avrebbe voluto un’opera ambientalmente insostenibile, che non ha rispettato correttamente i passaggi necessari che la legge prevede per infrastrutture di tale portata.
Altro punto focale della sentenza del consiglio di Stato è respingere l’attuale composizione dell’Osservatorio Ambientale, rappresentato solamente da Enac e da Toscana Aeroporti, soggetto gestore dell’aeroporto, e da cui erano stati esclusi i Comuni, tra cui due siti Unesco, impedendo alle amministrazioni di presentare i loro rilievi al progetto.
“No dunque a un progetto inadeguato, si e da subito al lavoro, per una soluzione che dica sì a infrastrutture moderne, al parco agricolo della Piana e sì a ciò che davvero serve ai cittadini” affermano i sindaci.