Prato, 24 agosto 2018 - Il 26 agosto quest’anno cade di domenica e così la festa della Madonna del Giglio sarà doppia. Nella chiesa santuario in via San Silvestro sono previste due messe: una, alle 9, celebrata da don Enrico Bini; l’altra, quella solenne, sarà alle 10,30 e sarà presieduta dal rettore Renzo Francalanci.

Al termine, dopo essere stati benedetti, verranno offerti ai fedeli presenti i tradizionali biscottini, detti, in ricordo del miracolo, «gigliucci d’oro». Quest’anno ricorre il 354° anniversario dell’evento prodigioso che ha dato origine alla ricorrenza.

Nel 1664, appunto il 26 agosto, inaspettatamente, fiorì un giglio secco posto davanti ad una Madonna con Bambino del primo Quattrocento. L’immagine era dipinta sul pozzo esterno dell’antica chiesa dello Spedale, fondata nel ’200 da Dolce de’ Mazzamuti. L’edificio sacro, allora, era dedicato a San Silvestro, come l’omonima strada che lo fiancheggia, nei pressi di piazza San Marco.

Il miracolo richiamò sin da subito molti fedeli e nacque una particolare venerazione a Maria. Si pensò quindi di erigere una nuova chiesa, ma fu difficile trovare il denaro per farlo. Intervenne in Granduca che avocò a sé il progetto e ristrutturò, secondo il gusto dell’epoca, la vecchia chiesa: l’8 marzo 1680 fu dedicata a Santa Maria del Giglio.

Da allora vi si susseguono pellegrinaggi mariani soprattutto in occasione dei due anniversari: i primi di marzo, per la dedicazione del santuario, e ad agosto per la ricorrenza del miracolo. Nella chiesa, furono trasportati il fiore del prodigio e l’affresco con l’immagine di Maria. La traslazione avvenne nel 1680.

Ancora oggi la chiesa mantiene l’impianto seicentesco e, nella pala sopra l’altare, opera di Pier Dandini, è incorniciata l’immagine della Madonna del Giglio, al cui fianco si trova la teca che contiene il fiore miracoloso.