Prato, 25 luglio 2018 - Saltata la cessione della società ai canadesi, dopo che l'accordo con l'avvocato Joseph Romano sembrava ormai aver sancito la fine dell'era Toccafondi alla guida dell'Ac Prato, è proprio Paolo Toccafondi a prendere la parola con una conferenza stampa in diretta Facebook per dire la sua. Soprattutto visto il momento caldissimo, con la guerra aperta fra l'Ac Prato e il Comune, che ha revocato la disponibilità dello stadio ai biancazzurri precludendo così ogni possibilità di ripescaggio.

"E' giusto fare chiarezza - ha detto - su due mesi e mezzo di vicende riguardanti la squadra, alla luce soprattutto degli ultimi giorni, in cui sono state prese decisioni estremamente pericolose e avventate".

Vicino a Toccafondi era presente Giuseppe De Luca, emissario pratese, insieme a Giovanni Carlesi, dell'imprenditore di Toronto.

"Ieri il signor sindaco ha indirizzato una lettera alla Federcalcio e alla Lega - ha spiegato Toccafondi - in cui revoca la concessione dello stadio, a una settimana di distanza da un altro atto con cui lo concedeva per tutta la stagione, motivandolo con il mancato accordo di cessione della società all'avvocato Joseph Romano. Nell'atto con cui concedeva lo stadio, veniva dato all'Ac Prato senza condizioni. Poi c'è l'altra lettera mandata a Federcalcio e Lega, che ci hanno chiamato basiti, perché non è mai successa una cosa del genere, che invece fa riferimento alla trattativa".

LE TAPPE - Toccafondi ha proseguito: "Così è stata preclusa di fatto la possibilità di essere ripescati e interrotta l'unica trattativa concreta ancora in essere". Nel ricostruire le tappe, Toccafondi ha ricordato che Biffoni aveva valutato inglesi e canadesi come papabili acquirenti. Una volta ritirati gli inglesi, resta Romano che voleva che il ripescaggio fosse a carico dell'attuale proprietà. "Io rifiutai - dice Toccafondi - poi De Luca mi ha ricontattato dicendo che c'era un rinnovato interesse e firmammo così una lettera d'intenti. le condizioni descritte erano un prezzo, una fidejussione di 500mila euro per i crediti in via di maturazione e tutti gli adempimenti per il ripescaggio. Il presupposto per la validità di questa lettera d'intenti era che al massimo il 23 ci dovevano essere in originale le fidejussioni e i soldi sul conto appositamente aperto dal notaio De Luca".

"Vedendo l'impegno e la correttezza del dottor De Luca e dell'avvocato Romano- continua Toccafondi - e alla presenza anche di Giovanni Carlesi, il 20 luglio mi vengono consegnate due lettere della banca canadese CIBC dove è scritto che per quanto riguardale fidejussioni stanno lavorando per poterle produrre e che per la cifra per l'acquisto i fondi sono stati bloccati sulla banca canadese. Accetto quindi di prorogare l'arrivo materiale dei fondi e delle garanzie in originale al 24 luglio chiedendo che almeno entro il 23 mi venissero inviate via mail le copie delle fidejussioni e del bonifico. Il 21 ho scritto, su richiesta di Giuseppe, una mail in cui ribadivo la disponibilità ad aspettare gli originali fino al 24. Per motivi non dipendenti dalla volontà del dottor De Luca o dell'avvocato Romano, ma per l'iter bancario tortuoso per i conti esteri, il 23 non ricevo le copie e la sera mi viene comunicato che non sarebbero stati in gradoo di fare le fidejussioni in tempo utile. L'avvocato Romano però mi ha fatto sapere che voleva andare avanti con la trattativa per trovare un accordo e mi ha chiesto la disponibilità ulteriore a trovare un accordo per il buon esito della vicenda".

LE ULTIME ORE - "Nonostante tutto, per non vanificare il lavoro fatto dal signor sindaco e per l'amore che ho per il Prato, su richiesta dell'avvocato romano, il 23 sera acconsento a farmi carico dell'onere del ripescaggio salvo poi avere la parola di Romano di trovare un accordo futuro per rientrare. Ieri l'avvocato Romano ha depositato sul conto aperto dal notaio De Luca un acconto di 650mila euro sulla futura possibile operazione, inviandomi copia del bonifico. Un milione di dollari canadesi sulla Cr Firenze di viale della Repubblica. Oggi, dopo soli due giorni, la famiglia Toccafondi ha messo a disposizione dell'Ac Prato, per cui della città, 300mila euro in assegni circolari, più due fidejussioni, per ulteriori 650mila euro, il tutto necessario per poter presentare domanda di ripescaggio. In due giorni. Tutto questo per consentire che l'interlocutore presentatomi dallo stesso sindaco avesse ancora la possibilità di concludere un accordo nell'interesse di tutti. Proprio nel momento in cui il sindaco e il vicesindaco di preoccupavano, senza avvisare né il sottoscritto né l'avvocato romano, di inviare alla Lega e alla Figc una nota in cui revocano la disponibilità dell'impianto all'Ac Prato escludendo così la possibilità di essere ripescato e di essere ceduto all'avvocato Romano, che fin dall'inizio aveva subordinato il suo interesse per il club all'adempimento di tale impegno".

LA CONCLUSIONE - "A questo punto - ha concluso Toccafondi - confermo che nel caso in cui la società non possa completare la domanda di ripescaggio al prossimo campionato di Serie C a causa della mancanza dello stadio sarà mia cura iscrivere il Prato ad altro campionato che deciderò io in seguito, salvo provvedere a tutelarmi nelle sedi opportune per il danno subìto. Sono certo che la famiglia Toccafondi abbia rispettato ogni parola data e ogni accordo firmato e per l'ennesima volta abbia dato concreta dimostrazione con i fatti, non con le chiacchiere, di cosa significhi amare l'Ac Prato 1908 oltre il dovuto. Adesso tocca a qualcun'altro, a cui ricordo fra l'altro che abbiamo un settore giovanile con 300 ragazzi, Io dico forza Prato e son sicuro di essere per il Prato".

LA REPLICA DI BIFFONI - "La lettera di recesso della convenzione per lo stadio resta eccome. A me deve spiegare cosa sta succedendo. Voglio sapere tutto". È questa la replica del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, secondi quanto riporta l'agenzia DIre.

"Lunedì sera, Paolo Toccafondi mi ha chiamato e mi ha detto che non c'erano i soldi e che era tutto saltato- evidenzia Biffoni - Perché non mi ha detto che aveva accordato a Romano una proroga? È una questione di rispetto verso l'istituzione più che verso il sindaco". "Peraltro - aggiunge -, in questa fase abbiamo dovuto dire anche 'no' ad almeno tre cordate, perché nel frattempo era stato firmato un accordo". Chiaro il messaggio che affida Biffoni: "Io ho rispetto per un contratto preliminare, ma di fronte al mancato rispetto della scadenza del 23 luglio c'è il triplice fischio".

C'è però uno spiraglio. "Non mi fido più, non è mai stata fatta chiarezza. Mi facciano sapere via mail qual è l'ultima intenzione definitiva delle parti". In quest'ottica, lascia aperto un ultimo pertugio: "Con la Lega ho parlato e ho detto che faremo tutto il possibile in presenza di una situazione chiara".

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