L'aeroporto di Peretola "Amerigo Vespucci"
L'aeroporto di Peretola "Amerigo Vespucci"

Prato, 1 settembre 2014 - «Con la nuova pista parallela gli aerei sorvoleranno, a circa trecento metri d’altezza, proprio sopra il tetto di un’azienda che commercializza e distribuisce prodotti chimici per l’industria. Non succederà mai nulla, ma se non fosse così c’è il rischio diossina per tutta Prato e, a seconda del vento il pericolo si allarga all’intera Piana Fiorentina».

A lanciare l’allarme è «Piana Sana» con la pubblicazione della mappa «rossa», quella delle criticità esistenti, e previste, nei dintorni della nuova pista dell’aeroporto Vespucci di Firenze. Stavolta “Piana Sana” concentra la sua attenzione su infrastrutture inquinanti, depositi di sostanze pericolose, fattori di rischio idro-geologico. Fra l’altrio, nei giorni scorsi grazie al decreto Sblocca Italia che prevede una serie di misure per la nostra regione il governo ha stanziato 50 milioni di euro per completare i finanziamenti dell’ampliamento della pista di Peretola. «Nella piana ci sono già molti zone di rischio spiega Lorenzo Bigagli, ricercatore del Cnr di Sesto Fiorentino e membro del Pd pratese, che ha elaborato questa nuova mappa e con l’ampliamento dell’aeroporto il rischio di tali zone è indubbiamente destinato ad aumentare».

Nella mappa, ''Piana Sana” prende in considerazione i vari distributori di benzina nei pressi del Vespucci, le centrali elettriche, aziende farmaceutiche, il mega deposito di carburanti di Calenzano, e la Toscochimica di via Ettore Strobino a Prato, ditta che commercializza e distribuisce prodotti chimici per l’industria. L’azienda è già soggetta all’articolo 8 della direttiva Seveso, ovvero secondo le tabelle dell’Arpat è già ritenuta un’azienda a rischio industriale prevalente, così come il deposito Eni di via Erbosa a Calenzano e la Manetti e Roberts, per citare le altre aziende della stessa tipologia presenti nel territorio della piana fra Firenze e Prato.

«Il progetto della nuova pista è proprio in linea con l’azienda pratese spiega Bigagli In fase di atterraggio l’aereo si allinea alla pista. Ciò significa che i velivoli passeranno proprio sopra l’azienda che dista circa sei chilometri dall’aeroporto e, dunque, l’altezza prevista è 300-350 metri. Come è possibile che sopra un’azienda già rischiosa si decida di far passare il traffico aereo?».

Un'altra domanda a cui “Piana Sana” non sa darsi una risposta riguarda l’inceneritore, previsto ad appena settecento metri di distanza dalla fine della pista in progetto. «Sono due opere incompatibili prosegue Bigagli L’inceneritore di Sesto è ancora in fase di progettazione. Le carte parlano di un camino alto circa settanta metri: un fattore di rischio importantissimo in caso di variazioni improvvise del vento».

Nella piana è molto frequente il vento da nord «che risulta laterale alla direzione della pista e che costringe ad atterraggi molto più complessi e rischiosi». Nei prossimi giorni “Piana Sana” diffonderà altre mappe interattive, con approfondimenti su aspetti specifici, e inizierà una campagna informativa tra la gente «perché la nostra opposizione all’aeroporto vuole essere costruttiva, vogliamo far capire le motivazioni che ci spingono a dire no alla pista parallela». Nei giorni scorsi a Prato il comitato no aeroporto ha consegnato al sindaco Biffoni circa 2200 firme contro l’ampliamento di Peretola.

Barbara Berti