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5 mag 2022

Giovannini-Pontedera, addio solo rimandato

L’ufficialità è slittata ancora ma il direttore generale comunque andrà ad Arezzo. I soci suonano la carica: "Possiamo riaprire un ciclo"

Il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini
Il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini
Il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini

Era attesa per ieri, invece l’ufficialità della rescissione del contratto tra il Pontedera e il direttore generale Paolo Giovannini non si è ancora materializzata. Ma è solo una questione di tempo, perché il direttore è fermamente intenzionato a lasciare la maglia granata e a non seguire l’era-Navarra. La sua destinazione sarà Arezzo, città dove si è già recato un paio di volte in questi ultimi giorni incontrandosi con i responsabili dell’ambizioso club amaranto che milita in Serie D e che ambisce al ritorno tra i professionisti (è retrocesso dalla C al termine della stagione passata). La sua scelta è irremovibile. Tuttavia anche se pare che qualche tentativo di convincerlo a restare ancora a Pontedera ci sia sempre da arte di qualche socio, la sua partenza richiede un po’ di tempo. Ci sono da sistemare diverse cose che potrebbero richiedere anche tutto il mese di maggio, nel quale quindi Giovannini potrebbe continuare a lavorare per il presidente Gradassi e soci giusto il tempo necessario per sistemare quello che è il classico passaggio di consegne. Ed è in questa fase che dovrebbe essere annunciato anche il suo successore, al quale illustrare l’intera situazione che riguarda i contratti con i vari tesserati. A cominciare dalla staff tecnico, per passare ai diversi giocatori in scadenza, come gli over Caponi, Barba, Catanese e Melgrati, mentre bisogna capire le intenzioni di tutti quegli under che il direttore aveva portato in riva all’Era. Anche perché, Giovannini o no, la politica di una squadra "green" resta alla base del progetto della nuova società che, per dichiarazione dei suoi soci, punta ancora all’impiego dei giovani per arrivare al minutaggio. Nonché al riavvicinamento della tifoseria, come ha caldamente auspicato Vito Consoloni: "La nostra speranza è che gli sportivi si riavvicinino alla squadra, mentre noi ci mettiamo l’entusiasmo e la faccia, perché vogliamo che il Pontedera continui a fare bella figura in Serie C". E’ il dopo-Giovannini però che nei commenti della gente, raccolti qua e là, spaventa un po’, visto che dal punto di vista sportivo il "giocattolo" ha funzionato sempre molto bene in questi dieci anni grazie alle competenze del direttore. Senza di lui il Pontedera riuscirà a trovare la stessa continuità? è la domanda più frequente. I soci provano ad alzare l’entusiasmo. "Se le cose che ci siamo detti – ha dichiarato Stefano Lucchesi – si realizzano, si può aprire un ciclo come quello che abbiamo vissuto fino ad ora".

"Il nostro obiettivo – ha quindi aggiunto Maurizio Pantani – è crescere stando con i piedi per terra, e questo pensiamo sia possibile anche grazie all’ingresso dei nuovi soci (Navarra e Falorni, ndr). Anche se ci tengo a dire che il fiore all’occhiello della nostra società è Paolo Pastacaldi per il lavoro che svolge". E sull’ingresso dell’imprenditore Rosettano Navarra, entrato con il 39% delle quote, si è ben espresso Simone di Bella: "Dalla chiacchierata che abbiamo avuto, ho ricevuto un’ottima impressione. A livello di società sono stati raggiunti gli obiettivi che ci eravamo prefissi". Ovvero quelli di un rafforzamento economico di cui il "vecchio" gruppo aveva necessità. Il cerchio però si sarebbe chiuso in maniera perfetta – anche a detta degli stessi soci - con la permanenza di Giovannini, che invece ha preferito lasciare.

Stefano Lemmi

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