Simone Iacoponi contro Cristiano Ronaldo (foto LaPresse)

Ponsacco (Pisa), 4 settembre 2018 - Faccia a faccia con il Marziano. Non è un film di fantascienza, ma uno spaccato di realtà della durata di 90 minuti (più il recupero...) andato in scena sabato sera sul prato verde dello stadio Tardini e vissuto in presa diretta da Simone Iacoponi – 31enne difensore ponsacchino del Parma – con Cristiano Ronaldo – 33enne attaccante portoghese della Juventus – soprannominato appunto, tra gli altri appellativi affibbiatigli al suo arrivo in Italia, il Marziano per le sue straordinarie doti calcistiche che fanno di lui il miglior calciatore in circolazione.

Iacoponi ci racconta le sue emozioni?

«Sì, ci sono state in particolare all’ingresso in campo. Entrare insieme a lui e agli altri calciatori della Juve mi ha fatto rendere conto che stavo giocando con dei campioni e con il più forte giocatore al mondo che ha vinto ben 5 volte il Pallone d’oro. E’ stata un’emozione bellissima, indimenticabile».

E poi in campo?

«Beh, in campo pensi meno a chi hai davvero di fronte, pensi solo a giocare e alla partita».

Che per il suo Parma non è andata bene come risultato (sconfitta 2-1, ndr) nonostante il fuoriclasse bianconero non sia riuscito a segnare.

«Giocare contro la Juventus è sempre difficile, anche se ti dà qualcosa in più dal punto di vista degli stimoli. Il risultato è stato negativo, è vero, ma la nostra prestazione è stata buonissima, migliore delle due precedenti. Se riusciamo a tenere sempre la giusta grinta si può raggiungere la salvezza. Non sempre ci troveremo di fronte i bianconeri e Cristiano Ronaldo...».

Però di... incontri ravvicinati con il portoghese ce ne sono stati.

«Sì, soprattutto nella ripresa, quando ha agito più spesso a sinistra e quindi l’ho trovato dalla mia parte (Iacoponi fa il quarto a destra della difesa emiliana, ndr). Nel primo tempo invece lui e Mandzukic si alternavano più di frequente tra centro e sinistra. E comunque ci siamo stretti la mano prima dell’incontro e ci siamo salutati alla fine».

Che cosa l’ha impressionata maggiormente del Fenomeno?

«A parte le sue riconosciute qualità tecniche e fisiche, mi hanno impressionato la sua voglia di cercare il gol, la sua voglia di trovare la giocata giusta e la cattiveria agonistica che ci mette nel cercarle. Lui non si trova mai per caso nel posto giusto al momento giusto. Lui queste opportunità se le va a cercare. E anche questo fa di Ronaldo un campione vero».

Potremmo dire un esempio da seguire per voi calciatori.

«Assolutamente. E’ un esempio per tutti gli attaccanti direi».

In quanti le hanno già chiesto di raccontarle di CR7?

«In tanti. Amici, parenti, conoscenti, tutti a chiedermi le impressioni su di lui. E i fatti confermano quello che si dice: è davvero un fenomeno, uno che in campo fa cose diverse dagli altri».

Un’ultima curiosità: è riuscito ad avere la sua maglia a fine partita?

«No, quella non sono riuscito ad averla. Sapevamo già che era destinata al mio compagno Bruno Alves, visto che i due sono amici. Vorrà dire che ci proverò al ritorno, magari sfruttando proprio l’amicizia di Bruno...».