Paolo Marconcini

Pontedera, 22 Luglio 2016 - Una lettera aperta arriva da chi l'Unione Valdera l'ha pensata e realizzata:

"L'Unione della Valdera nacque dopo un processo di gestazione lungo, ereditando tradizioni, insuccessi e disegnando nuove prospettive. La tradizione era quella dell'Associazione Intercomunale che cessò la sua esperienza alla fine della stagione del decentramento istituzionale. Nei programmi delle elezioni comunali delle diverse Amministrazioni Comunali della Valdera inserivamo un preambolo comune che raccoglieva e richiamava questa aspirazione unitaria. Il primo spunto fu dato dai Comuni dell'Alta Valdera che iniziarono a mettere insieme esperienze e servizi. Altri Comuni della Valdera invece costituirono un consorzio per attuare congiuntamente un'azione di marketing territoriale: aree industriali e infrastrutture. Da questi due nuclei sorse l'esigenza di un confronto in un contesto aggregato: era condivisa da tutti la visione e la concezione della Valdera unita, come un grande centro di oltre centomila abitanti, amministrato in maniera unitaria e correlata. Sapevamo che insieme saremmo stati più forti nel processo della creazione delle aree vaste e delle città metropolitane che già s'intravedeva e, per contro, più deboli se fossimo rimasti divisi e frammentati, confinati entro le nostre mura e le nostre rivalità strapaesane. La crisi economica cominciava a far sentire e presagire i suoi devastanti effetti, con il contesto europeo fu introdotto il patto di stabilità e s'intuiva la necessità di razionalizzare la spesa pubblica. Il modo migliore per farlo era quello di unire i Comuni, risparmiando senza rinunciare ai servizi, messi a fattor comune. Anticipammo norme che in questa direzione sarebbero divenute sempre più stringenti. Potevamo rispettare le identità e le storie dei singoli Comuni, ma ridurre in prospettiva le spese della burocrazia: avere politiche unitarie e dirigenti unici per i tributi, il personale, i lavori pubblici, l'urbanistica, la scuola, il settore socio/sanitario, la gestione del territorio. Il principio era quello di garantire a tutti i Comuni, piccoli o grandi, a tutti i cittadini della zona gli stessi servizi pubblici in maniera equa, proprio grazie alla comunanza della Valdera. Dopo una fase preliminare di coordinamento di alcuni servizi, studiammo il lavoro fatto dalle prime Unioni Comunali d'Italia in base alle nuove disposizioni normative e prendemmo questo orientamento. Fu elaborato uno Statuto comune, furono individuate "geometrie variabili" che in fase iniziale garantissero alle due zone della Valdera reciproco rispetto e partimmo. Sopratutto i più giovani amministratori dettero il via alla prima Unione dei Comuni della Toscana. I Sindaci erano la Giunta e il Consiglio dell'Unione era costituito dai Consiglieri Comunali eletti, così fu assicurata partecipazione a tutti i territori e furono eliminati costi aggiuntivi della politica. Fu garantita la rappresentanza delle opposizioni. L'Unione non nacque Pontederocentrica, ma con Presidente a rotazione.

Noi abbiamo fatto questo ne siamo stati i fondatori. È molto probabile che si siano commessi errori nell'impostazione. Ma la strategia ci sembrava e ci sembra ancora giusta e non si capisce quale altra direzione strategica possa concepirsi più forte e più unitaria. L'Unione non esclude infatti la possibilità, successivamente individuata, di operare fusioni dei Comuni, mantenendo l'unità d'insieme della Valdera. Non sta a noi giudicare se e quali errori siano stati fatti successivamente al nostro mandato. Possiamo pensare che tempi di crisi, incomprensioni possano aver acuito visioni municipalistiche di più grandi o piccoli Comuni, ma non è nostra intenzione sindacare in tal senso. Vogliamo solo lanciare un messaggio a tutti, forte e chiaro. L'Unione della Valdera è come un albero per impiantare e far crescere il quale ci sono voluti tanto tempo, tanti tentativi e tanta fatica. Un albero si può sfrondare, si può potare, ma l'albero è quello, quella la dimensione. Può divenire forte, offrire ombra e dare frutti a tutti noi. A indebolirlo si fa presto, ad abbatterlo ci vuole un attimo. Proponiamo a tutti i Comuni della Valdera, nessuno escluso, una riflessione: ci si sieda di nuovo intorno a un tavolo, si torni a parlare di strategie, di speranze. Non entro la crisi, ma oltre essa. La buona politica aiuti. Non ci siano deboli o forti, non prevalga il campanile di nessuno, ma la pari dignità di tutti. È convenienza dell'insieme dei Comuni della Valdera salvare, consolidare e sviluppare il lascito dell'Unione. Questo sforzo è dovuto, non solo e non tanto a noi, ma a tutti i cittadini della Valdera".

 

Gli ex Sindaci fondatori dell'Unione della Valdera:

Francesco Biasci, Comune di Casciana Terme

Alberto Falchi, Comune di Palaia

Alessandro Guerrini, Comune di Terricciola

Paolo Marconcini, Comune Pontedera

Ivan Mencacci, Comune Lari

Marta Perini, Comune di Calcinaia

Roberto Serafini, Comune di Buti

Fabio Tedeschi, Comune di Lajatico

David Turini, Comune di Santa Maria a Monte