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Le scuole rifiutano i defibrillatori donati dal Movimento Cinque Stelle

Gli istituti dicono no all'introduzione degli apparecchi

di GABRIELE NUTI
Ultimo aggiornamento il 18 giugno 2016 alle 09:40
Il rifiuto di uno dei defibrillatori

Pontedera, 18 giugno 2016 - Tre scuole dicono «no» al Movimento 5 Stelle che le ha scelte per la donazione di un defibrillatore comprato con i soldi dei tagli degli stipendi dei consiglieri regionali. Il problema è che insieme al defibrillatore i grillini volevano consegnare un cartellone che riporta, sì, le istruzioni per l’uso dell’apparecchio salva vita, ma anche il simbolo M5S e questo è stato il motivo del divieto. La prima a dire no è stata la preside della scuola di Castelfranco, Maria Elena Colombai che spiega: «Quando tempo fa ci è arrivata la proposta del regalo del defibrillatore abbiamo detto di sì; perché avremmo dovuto negare questa opportunità alla scuola?».

«Il problema – aggiunge la Colombai – si è presentato due giorni fa quando ci è arrivata una mail dal Movimento 5 Stelle nella quale era allegata la foto del cartellone con lo stemma. A quel punto non potevamo accettare perché i simboli dei partiti non possono essere esposti nelle scuola, con l’unica eccezione dei giorni delle elezioni per i seggi e tutti insieme alla scuola. Il mio ruolo pubblico di funzionario responsabile di una scuola mi impedisce di fare propaganda politica e partitica». Dopo la scuola media i grillini Giacomo Giannarelli, Enrico Cantone, Gabriele Bianchi e Irene Galletti – insieme ai consiglieri comunali di Castelfranco e Santa Croce, Cristina De Monte, Luca Trassinelli e Luca Mazzantini – hanno ricevuto la stessa risposta da Gabriele Brogi a nome del consiglio della Fondazione dell’asilo Giovanni XXIII presieduta da Paolo Nuti: «Il defibrillatore lo accettiamo, ma senza il cartello».

Mentre la delegazione M5S era in partenza per Santa Croce, dove erano in programma la consegna di altri due defibrillatori, il consigliere Mazzantini ha ricevuto la telefonata con il no anche dalla scuola diretta da Daniela Di Vita: «Se ce lo danno senza cartello lo prendiamo, ma con il cartello no – sono parole della Di Vita – Abbiamo come regolamento il divieto di fare pubblicità ai partiti e la propaganda politica e partitica. Ringraziamo di questa opportunità che ci era stata data, ma a queste condizioni non possiamo accettare».

Delusi i grillini. «Il nostro – dicono – non è un regalo ma la restituzione alla cittadinanza di parte dei soldi presi con gli stipendi dei consiglieri regionali». Stipendi tra 7.500 e i 10-12mila euro netti al mese. Ieri mattina è stato consegnato un solo defibrillatore: alla palestra Body Mind di Santa Croce, struttura privata. Gli altri due apparecchi salva vita sono stati lasciati ai consiglieri comunali dei gruppi di Castelfranco e Santa Croce per consegnarli ad altre strutture. Il consiglio della Fondazione Giovanni XXIII si riunirà lunedì per prendere la decisione definitiva.

 

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