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Tmm, la rabbia degli operai ferma i camion che vogliono caricare macchinari

Pontedera, il liquidatore visto il clima ha scelto il dietrofront. Comparini: "Non possiamo far svuotare la fabbrica proprio ora"

di CARLO BARONI
Ultimo aggiornamento il 22 gennaio 2018 alle 16:55
Tensione davanti la fabbrica

Pontedera, 22 gennaio 2017 - Rabbia stamani davanti i cancelli della Tmm, a Gello, con i lavoratori del presidio che si sono schierati per impedire che venissero portati via i macchinari. Le avvisaglie che sarebbe stato un lunedì movimentato ci sono state intorno alle 8 del mattino quando la guardia giurata ha aperto la porta della fabbrica ad un imprenditore che, dentro l’officina, si è incontrato con il liquidatore Roberto dell’Omodarme. Segnale inequivocabile, secondo gli operai che hanno lasciato in tutta fretta le tende del presidio per vigilare tutti gli ingressi, che di lì a poco sarebbe stato fatto un tentativo di far uscire qualcosa, prodotto finito o macchinari. E, puntuale, un paio d’ore dopo di è presentato il camion. «Non possiamo permetterlo», hanno iniziato ad urlare gli operai sostenuti da Marco Comparini (Fiom) e da altri operai venuti in supporto. «Non si può svuotare l’azienda mentre ci sono trattative in corso con due imprenditori e mentre si stanno facendo operazioni di verifica per capire se una cooperativa potrebbe stare stare in piedi – spiega Comparini –. E’ un passaggio delicatissimo e ci vuole ragionevolezza da parte di tutti, anche da parte del liquidatore che, nelle ultime settimane, ha fatto battute infelici». 
Il camion per ritirare materiali è arrivato praticamente davanti all’azienda dove venivano realizzate marmitte per veicoli a due ruote fino al luglio scorso, ma il mezzo pesante si è dovuto fermare davanti all’ingresso proprio per la presenza dei lavoratori, supportati da alcuni colleghi e sindacalisti di altre ditte, tra cui la Piaggio e, appunto, dal segretario provinciale della Fiom Marco Comparini.

 

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