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Il tartufo di San Miniato protagonista dell'Anno del Cibo Italiano

Lo annuncia l'assessore al turismo e commercio Giacomo Gozzini che rivela la "Notte Nera" per il 7 luglio

di CARLO BARONI
Ultimo aggiornamento il 3 marzo 2018 alle 20:04
La mostra mercato di San Miniato

San MIniato, 3marzo 2018 Il tartufo è il biglietto da visita della Toscana nel fitto calendario di iniziative che animeranno nel 2018 l’Anno del Cibo Italiano. Lo sottolinea con orgoglio l’assessore al commercio e turismo Giacomo Gozzini, annunciato che quella del prossimo novembre sarà una mostra mercato all’altezza di questo riconoscimento. «Ma lo sarà, ancora prima, la Notte Nera – spiega Gozzini – omaggio al tartufo nero, le pepite d’estate, che si terrà il prossimo 7 luglio: la data ufficiale è questa e la macchina organizzativa si sta già muovendo». L’Anno del Cibo Italiano è stato inaugurato nei giorni scorsi a Roma: è promosso dal ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, insieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali: la Toscana si prepara a un ruolo da protagonista in questi mesi che valorizzano lo stretto legame tra arte, cibo e paesaggio.

La mostra mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato sarà l’evento clou, con le antiche vie e le storiche piazze che diventano il più grande laboratorio del gusto a cielo aperto d’Italia dove buongustai e visitatori si incontrano per apprezzare le eccellenze dell’enogastronomia. Un ruolo strategico lo svolgerà Vetrina Toscana i cui eventi verranno inseriti nel calendario del programma nazionale che, attraverso il portale del ministero, sarà aggiornato costantemente con altre iniziative legate al cibo che via via saranno definiti. Tutti gli eventi vedranno il coinvolgimento di Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che valorizzano i prodotti del territorio. Vetrina Toscana sta inoltre lavorando all’organizzazione di un evento che si terrà a fine anno. «La scelta del tartufo come fiore all’occhiello – commenta Gozzini – è una grande opportunità per San Miniato, per i flusso di turismo enograstronomico che potrà catalizzare, per il commercio, i ristoranti, le botteghe di prodotti tipici». Anche se negli ultimi mesi il tartufo ha fatto più bizze di sempre: con prezzi alla stelle il bianco d’autunno (fino 6mila euro al chilo ed un crollo della raccolta intorno all’80%) e all’insegna della magra l’avvio della stagione del marzuolo. «E’ vero però che intorno al tartufo – conclude Gozzini – si sta muovendo, per noi, un’economia in forte crescita». Si stima che le pepite di San Miniato mettano in moto un giro d’affari annuo superiore ai 10 milioni di euro. 

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