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Una ex conceria è diventa la nuova grande Coop del paese

Ponte a Egola, è pronta ad aprire i battenti La Risorta realizzata con un invetsimento da cinque milioni e mezzo

di CARLO BARONI
Ultimo aggiornamento il 3 dicembre 2017 alle 07:25
Il nuovo supermercato

Ponte a Egola, 3 dicembre 2017 - Ora l'ex conceria «Ciampalini» è diventata la nuova Coop «La Risorta» di Ponte a Egola. Con cinque milioni e mezzo di lavori non solo è nato un negozio all’altezza delle esigenze di una vasta porzione del territorio sanminiatese, ma è stato compiuto il recupero di un importante area del paese di Ponte a Egola che era assediata dal degrado. Operazione, dunque, dal doppio profilo quella che è stata compiuta dal cda presieduto da Massimo Ciardelli: un negozio che passa da 350 metri quadrati di vendita a ben 1150; l’aumento di personale da 12 a 25 addetti. Mercoledì alle 16, sarà fatta l’inaugurazione alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle cooperative associate, dell’Unicoop Firenze e dell’Unicoop Tirreno. Giovedì inizierà la vendita.
Quali le novità del nuovo negozio? Ce le spiega il presidente Ciardelli: «abbiamo introdotto il salva-tempo, ma anche la possibilità di fare la spesa con il telefonino scaricando un’App da cellulare. Inoltre il negozio che apriamo amplia notevolmente l’offerta con reparti più grandi, maggiore assortimento e con la pescheria che prima non avevamo».

Altra novità tecnologica il sistema salva-coda: ai vari reparti serviti da addetti è possibile prenotarsi e continuare a fare la spesa perché saranno i grandi schermi sparsi nel supermercato ad avvertire quando è arrivato il turno di presentarsi al banco. «Noi puntiamo ad ampliare notevolmente anche il bacino di utenza – commenta Ciardelli –. Crediamo che Ponte a Egola possa essere un polo attrattivo potenziale per circa la metà dei residenti nel Comune». La Risorta, forte di 3mila soci, fino ad oggi ha avuto un giro d’affari annuo da 3milioni di euro. Il negozio che apre tra pochi giorni ha la forza almeno per triplicare il fatturato.

Nella struttura è stata realizzata anche una sala polivalente da cento posti al secondo piano: sarà a disposizione del territorio e delle associazioni. Così una vecchia conceria, storica e importante, ma da due decenni abbandonata nell’incuria totale e che era stata una minacciosa presenza – un esempio emblematico era stato l’amianto delle coperture frammentato e disperso dal vento – ha lasciato spazio a «La Risorta». Una realtà erede di una lunga storia di radicamento nel paese, inserita all’interno della Lega Coop ma allo stesso tempo indipendente dai fratelli maggiori di Unicoop Firenze che sono alle prese con il futuro del negozio di San Miniato Basso. 

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