Don Armando Zappolini
Don Armando Zappolini

Ponsacco, 24 giugno 2019 - Don Armando  Zappolini sarà il nuovo parroco di Ponsacco. E l’annuncio dall’altare è di quelli che scuotono l’anima quasi fosse una barchetta affidata alle onde del mare: la nostalgia per chi lascia, la curiosità per chi arriva si fondono nell’amarezza di scoprire – ancora una volta, quasi fosse una novità – che il tempo passa inesorabile. In questo strana centrifuga di emozioni contrastanti resta una certezza: il 21 settembre vi sarà il passaggio di consegne.

Don Renzo Nencioni andrà in pensione: sostenere il peso della parrocchia più grande della Diocesi a 78 anni era diventato gravoso. «Anche i parroci vanno in pensione – scherza il monsignor ponsacchino con la sua amabile ironia – ma non vi preoccupate, non vado in Africa: resterò qui in paese al servizio della Comunità ma senza avere più il peso della responsabilità». Poi si fa serio: «Ringrazio Dio per questa opportunità – racconta Nencioni parroco di Ponsacco dal 2004 – e ho cercato di fare del mio meglio. La parrocchia di Ponsacco ha bisogno di forze fresche e sono contentissimo che il timone passi a don Armando. Lascio Ponsacco in buone mani e questo mi rende ancora più sereno. Certo un po’ di nostalgia c’è ma, ripeto, resterò comunque al servizio della comunità».

Alla tormenta di emozioni non si sottrae neppure don Armando Zappolini (62 anni) sicuramente il parroco più conosciuto della zona per il suo impegno non solo a Perignano, Quattro Strade, Lavaiano e Gello ma anche e soprattutto per la sua anima di ‘prete sociale’.

Come non ricordare il suo impegno in «Libera» contro la mafia, la battaglia contro il gioco d’azzardo, il sostegno e l’aiuto al sud del mondo con l’associazione Bhalobasa e la nomina a direttore diocesano della Caritas. Un prete contro-corrente che lo ha portato anche a scontrarsi con la politica come – nell’ultimo caso – con Matteo Salvini sul tema dei migranti.

«E’ un momento di passaggio importante – spiega don Armando Zappolini – dopo 37 anni vissuti a Perignano. Proprio in queste ore ho incontrato una coppia che si sposa e mi sono emozionato pensando che avevo celebrato le nozze anche ai loro genitori. Tuttavia sono un prete all’antica: appena il vescovo ha parlato non potevo dire di no».

«E’ una bella sfida – aggiunge ancora don Armando – Ponsacco è la parrocchia più grande della Diocesi ed è molto impegnativa: penso alla mensa della Caritas, al dormitorio e a tutte le attività. C’è una tradizione importante e quindi dobbiamo continuare a percorrere il sentiero avviato da don Renzo. Quest’ultimo, fra l’altro, è un carissimo amico. Anche lui è stato direttore della Caritas Diocesana. Insomma, è un passaggio di testimone fra due fratelli e anche questo rende meno difficile il mio distacco da Perignano».