L’assessore alle culture Dario Danti
L’assessore alle culture Dario Danti

Pontedera, 2 luglio 2019 - LA SENSAZIONE, forte, si trasla nel sussurro di un «pasticcio» all’italiana, condito dall’ingrediente principe, il lassismo che decapita i progetti che funzionano: il bando per le capitali italiane della cultura schizza in uno strano cono d’ombra. Non solo: gli spifferi di corridoio borbottano la possibilità che il bando non veda alcuna alba. L’assessore alle culture Dario Danti ci crede: rilancia, chiama il suo omologo Simone Lenzi di Livorno (sì, pure la neo giunta labronica ha tutta l’intenzione di proseguire nel solco dei loro predecessori, candidandosi a capitale italiana della cultura), scrive al ministro Alberto Bonisoli per avere lumi. Volterra capitale 2021, nelle primordiali ipotesi, potrebbe costruirsi su un progetto che metterebbe al centro (il condizionale è d’obbligo) la Deposizione di Rosso Fiorentino (nel 2021, il capolavoro manierista taglierà il traguardo dei 500 anni), l’idea di un parco archeologico urbano. Il Colle capitale rispolvererebbe «Volterra ‘73», punterebbe sul teatro stabile nella Fortezza. Ma il ministero non batte un colpo. Danti e l’assessore alla cultura del Comune di Livorno Lenzi lanciano così in coro un appello: «Siamo a luglio, e non vi è traccia del bando per la capitale italiana della cultura 2021. Il nostro è un appello congiunto al ministro Bonisoli, affinché siano garantiti ai Comuni quei tempi tecnici adeguati alla progettazione e al coinvolgimento della cittadinanza. Qualora il bando – proseguono i due assessori – dovesse subire ritardi e uscire dopo l’estate, le città si troverebbero in difficoltà. La nostra richiesta è dunque rivolta al ministero: si faccia chiarezza circa la volontà politica di portare avanti il progetto delle capitali italiane della cultura».

Ilenia Pistolesi