Una infermiera mentre assiste una ospite di una Rsa (foto d’archivio)
Una infermiera mentre assiste una ospite di una Rsa (foto d’archivio)

Valdarno (Pisa), 1 dicembre 2020 -   Lei, ottantantenne, disabile, costretta addirittura in un letto con le sbarre. Lui, molto più giovane (poco più che 50enne) – ma ospite della stessa struttura per anziani della zona – che ad un certo punto, improvvisamente compie atti sessuali sull’anziana che, inerme, altro non può fare che subirli.


L’accusa per la quale l’uomo – difeso dall’avvocato Marco Maoli – è sotto processo in tribunale a Pisa è violenza sessuale aggravata. I fatti sono del 2018 e sono cristallizzati nelle immagini riprese dalle telecamere del circuito interno della struttura. Non si discute sul fatto che, appunto, è stato immortalato.
Il caso, infatti, venne fuori quando un operatore, per le consuete verifiche di routine sull’andamento della quotidianità, visionò quei filmati e davanti ai suoi occhi si materializzò l’accaduto, imprevedibile, ancorché grave.
 


L’uomo, a sua volta affetto da varie patologie, non era soggetto che avesse lasciato presagire comportamenti pericolosi, né nei confronti degli altri ospiti o degli operatori, né nei confronti della sua persona. Viveva la casa, accudito con cura, nella piena e ordinaria normalità. Quel giorno nella sua testa, però, scattò qualcosa d’improvviso, e lo mise in atto su quell’anziana che non aveva possibilità alcuna di difendersi: su di lei, impossibilitata anche a chiedere aiuto, in pochi minuti avrebbe dato sfogo agli istinti sessuali.
 

Visionate le scene il fatto venne denunciato e scattarono approfondimenti di rito e di legge. L’inchiesta sul caso – coordinata dal pubblico ministero Giancarlo Dominijanni – ha portato, nelle settimane scorse, al rinvio a giudizio davanti il collegio del tribunale che ieri, alla prima udienza dibattimentale , ha preso una decisione che farà da spartiacque per il proseguo del processo, su istanza del difensore dell’imputato. E’ stata disposta una perizia che chiarisca ai giudici sulle capacità dell’imputato di stare in giudizio, sulla capacità d’intendere e di volere al momento del fatto e sulla eventuale pericolosità sociale del soggetto che, comunque, si apprende, nel frattempo è stato sottoposto ad accertamenti psichiatrici ed a cure alle quali avrebbe risposto positivament e. L’uomo , anche per le patologie da cui è affetto, potrebbe aver perso in una fase acuta, il controllo dei freni inibitori tanto da rendersi protagonista di un gesto del genere, di elevata gravità sociale e che la legge punisce con estrema severità. Non ci sono costituzioni di parte civile in questo processo che ora è condizionato alle risultanze della consulenza.