Soldi
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Pontedera, 24 aprile 2019 - Siamo a mezzo milione, secondo le stime deducibili dalla mole di richieste da parte dei risparmiatori. Stiamo parlando degli investimenti della zona (Pisa e Valdera) rimasti incagliati nei diamanti. Siamo invece sui 140.000 euro per la richiesta di rimborsi presentati dalla sola Adusbef di Pisa – ma al lavoro ci sono altre associazione di consumatori – nella vicenda dei diamanti. Il problema – da quanto si apprende – corre su due binari. C’è il tentativo di recupero fisico del diamante da chi lo aveva lasciato in custodia alla Intermarket Diamond Business Spa: e qui il passaggio legale– come spiega l’avvocato Alberto Foggia di Adusbef – è quello dell’insinuazione nel fallimento. Poi c’è l’azione di chi il prezioso non l’ha mai avuto fra le mani e avanza il rimborso nei confronti delle banche: ci sono banche che stanno rimborsando, altre che invece fanno offerte che non superano il 50% dell’investimento iniziale. In questo secondo fronte c’è un problema pratico – come rileva l’avvocato Foggia – che è quello della restituzione del diamante, mai avuto in mano, a fronte dell’eventuale rimborso.

Sull’insinuazione nel fallimento un passaggio chiave sarà il prossimo ottobre a Milano quanto il Tribunale procederà alla verifica. La vicenda dei diamanti – che in provincia coinvolge circa 300 risparmiatori – è emersa a gennaio scorso con il fallimento della Intermarket Diamond Business Spa, società venditrice dei diamanti tramite le banche. E’ in quel momento che i risparmiatori si sono accorti che il valore di quanto acquistato era in media del 25-30% inferiore a quanto promesso. Da qui le vie legali per recuperare i soldi perduti.

Un fronte importante sul qaule si sta muovendo l’avvocato Foggia è quello con le banche, appunto, per il recupero del capitale: alcuni istituti hanno già garantito la restituzione dell’intera cifra, mentre gli altri stanno trattando solo sulla percentuale. Ma secondo l’avvocato Foggia la banca non può sottrarsi perché i clienti erano stati contattati dalla banca per fare gli investimenti e la banca stessa ha ottenuto guadagni con le commissione pattuite con la società che vendeva i preziosi: «oltre avere messo a disposizione la sede e sollecitato gli acquisti».

Ci sono persone della zona che in questa vicenda rischiano di perdere tanti soldi, uno addirittura 120mila euro: ma ce ne sono altri che in questa storia hanno messo 80 mila euro, 40mila. Chi c’ha investito di meno, c’ha messo 10mila euro che era il taglio base che, da quanto si apprende, veniva proposto. Ci sono cittadini seguiti che hanno fatto due passi per arrivare alla restituzione: la querela, per i risvolti penalistici della vicenda, e la mediazione. I diamanti, inoltre, sarebbero stati venduti a cifre superiori di quelle che realmente era il loro valore originale (quasi il doppio).