Pontedera, 13 maggio 2018 - La battaglia dei lavoratori di Tmm non è finita. Il presidio non può abbandonare quel ciglio di strada sul quale da nove mesi i lavoratori «resistono» dopo aver perso il posto di lavoro, nell’agosto 2017, a poche ore dalle ferie. da qualòe giorno sono lì. Nove mesi di lotta, lacrime, speranza, attese per l’esito di trattative che si sono chiuse con un nulla di fatto.

Ora, sotto quella tenta, in 45 sono aggrappati alla costituzione di una cooperativa di lavoratori che, pur lentamente, partendo con poche unità, alla fine torni a dare lavoro a tutti. Ma il presidio – è stato anche davanti i sindacati e dagli stessi vertici della Fiom – deve restare fintanto che cooperativa non sarà partita. Ci sono i macchina da salvaguardare, custoditi dentro l’ex capannone Tmm e sui quali il liquidatore ha tentato accessi mirati.

Le forze sono allo stremo. Quelle fisiche. E quelle economiche. Così i lavoratori del presidio lanciano un’appello per ringraziare della straordinaria solidarietà ricevuta e per dire che c’è ancora bisogno. «La nostra battaglia è ormai diventata la battaglia di un intero territorio – spiegano in una nota – per la difesa del lavoro e della sua dignità: per questo motivo non possiamo fermarci proprio adesso che si intravede un possibile risultato positivo. Per questo motivo siamo ancora sulle piazze e nei mercati a manifestare ed a chiedere il vostro sostegno morale e materiale».

«Da oltre nove mesi – raccontano i lavoratori – siamo in presidio permanente dopo essere stati licenziati dalla sera alla mattina, trovando i cancelli chiusi con lucchetti e catene. In tutto questo tempo la solidarietà del territorio della Valdera e non solo è stata grandissima, e noi, forti di quella spinta, continuiamo a lottare per provare a dare un futuro a tutti noi e alle nostre famiglie». Da quella notte dei primi di agosto la luce non si più spenta sotto quella tenda che via via si è fatta più grande, poi attrezzata per affrontare il freddo dell’inverno, le giornate grige di vento e di neve: tra quelle quattro mura di plastica è nata e cresciuta un grande famiglia che è diventata il simbolo della Valdera operaia, che ci crede ancora, che lotta e resiste con grande dignità e rispetto. Nonostante la rabbia, l’amarezza e l’incertezza del futuro. Evidenti a tutti.