Tribunale
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Pontedera, 30 ottobre  2019 -  Si tratterebbe di una ricostruzione «inverosimile alla luce degli elementi già raccolti nel corso delle indagini». Anche con questa motivazione il gip di Firenze Anna Liguori ha rigettato la richiesta di opposizione all’archiviazione del secondo fascicolo, quello per omicidio volontario,  avanzata dai familiari di Sara Scimmi, la 19enne deceduta dopo esser stata investita nelle prime ore del 9 settembre 2018 a Castelfiorentino.

In base all’autopsia, le ferite presenti sul corpo della giovane sarebbero compatibili con l’investimento da parte del mezzo pesante. Per la morte della Scimmi si procede quindi solo per omicidio stradale e fuga e il processo entrerà nel vivo la prossima settimana. 

A giudizio c’è il Milko Morelli, 49enne camionista di Santa Maria a Monte difeso dagli avvocato Elisabetta Maccanti e Cristina Bibolotti che investì la giovane. L’inchiesta  invece per far luce sulla possibilità ulteriore che, come sostenuto anche dai legali della famiglia della 19enne, qualcuno avesse potuto portare la giovane sul luogo dell’investimento, magari dopo averla aggredita, quindi è chiusa: nessuno degli accertamenti investigativi avrebbe dato sostegno a questa ipotesi. Non è da escludere, afferma sempre il Gip nel decreto che dispone l’archiviazione, che Sara possa essere stata urtata anche da un altro veicolo, che l’avrebbe fatta cadere a terra prima di essere investita dal camion. Circostanza ormai inverificabile.