Salvatore Cipolletti
Salvatore Cipolletti

Ponsacco (Pisa), 20 marzo 2019 - Un viaggio , non il primo, in Polonia, con gli amici di Call of Duty, un videogioco on line ‘sparatutto’, un mondo virtuale di match basati sull’interazione verbale fra i giocatori. È nei fili invisibili della Rete – capaci di diventare trappole micidiali – che si annida almeno una delle ragioni della morte di Salvatore Cipolletti, 24 anni di Ponsacco, nel pisano? Un volo mortale nel vuoto dal settimo piano, successo a migliaia di chilometri da casa, all’inizio di una breve vacanza che il giovane studente universitario aveva deciso di condividere con coetanei, a loro volta amanti del gioco di combattimento on line.

Del resto il gruppo aveva come collante il divertimento nella dimensione virtuale che presenta come rischio quello di diventare totalizzante anche in quella reale. Salvatore Cipolletti aveva conosciuto, da qualche tempo, un coetaneo lucchese, con cui condivideva questa passione. Poi, in questo caso, si era aggregato anche un giovane croato al quale lo stesso Cipolletti aveva fatto il biglietto dall’Italia perché costava di meno: partenza da Venezia, per ritrovarsi insieme a Varsavia in un appartamento del centro città da condividere anche con un ragazzo polacco. I quattro, tutti uniti dal divertimento nella realtà fittizia, avevano deciso il viaggio insieme, chattando a distanza, tra un match e l’altro. Ancora una volta in Polonia. La vacanza inizia l’8 marzo, ma il 9 – una manciata di ore dall’arrivo – si consuma la tragedia: Salvatore stramazza al suolo precipitando dalla finestra. Pochi minuti prima manda alcuni ripetuti messaggi WhatsApp a un’amica e collega di lavoro, che i genitori e il loro legale, l’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, decifrano come il potenziale nome di un quinto polacco – amico sui social di tutti nel gruppo – che quella sera sarebbe stato nella casa una decina di minuti. Che indicazioni voleva dare Salvatore? Poi seguono due messaggi vocali, alle 24.17, nei quali il giovane appare confuso e, tra le altre cose, pronuncia l’enigmatica frase: "Dobbiamo lasciare il segno".

Salvatore Cipolletti (foto dal profilo Fb)

Potrebbero essere queste parole il legame tra la morte e il gioco? Se non altro, questa frase, tinge di giallo una morte con diversi aspetti ancora da chiarire. Due minuti dopo quell’ultima voce il 24enne è cadavere al suolo. Un epilogo drammatico e reale. A dare l’allarme sarebbero stati due turisti olandesi.

Ma cos’è successo in quella casa, e soprattutto cos’è successo a Salvatore? Call of Duty sarebbe, almeno per ora, lo sfondo sul quale i giovani avrebbero solo intessuto i primi contatti. L’indagine della polizia di Varsavia si muove a 360 gradi: dall’incidente, alla caduta accidentale in seguito a un malore per l’eventuale abuso di droghe, alcol o farmaci. L’esito degli accertamenti tossicologici potrà chiarire questo aspetto. Carmine Cipolletti, il padre di Salvatore, sottolinea come le autorità polacche abbiamo ventilato il sospetto che il figlio avesse assunto Lsd, una delle più potenti sostanze psichedeliche conosciute. «Il gioco? Lo faceva davanti a noi, non ha mai dato alcun segno di turbamento – racconta tra le lacrime il padre –. E non è vero, come invece avrebbero riferito almeno alcuni di quelli che erano con lui, che mio figlio era depresso e preoccupato». La famiglia chiede chiarezza. Una denuncia contro ignoti alla procura di Pisa (ipotesi di reato: istigazione al suicidio), a cui sta lavorando l’avvocato Gronchi, consentirà agli inquirenti locali di aprire un fascicolo d’indagine, di acquisire le dichiarazioni rese alla polizia polacca dai testimoni oculari della tragedia. E, se sarò necessario, risentirli in Italia.