Colaninno
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Pontedera, 13 maggio 2017 - Piaggio punta sull’Asia, quindi sulla Cina, e sul motore elettrico. Roberto Colaninno, presidente e A.d., lo spiega all’assemblea dei soci illustrando la riorganizzazione dell’estremo oriente. La prossima settimana sarà in Vietnam e Hong Kong per lanciare le basi di una «maggiore presenza per lo sviluppo della Piaggio nel mercato cinese col nostro socio, soprattutto trovando nello scooter elettrico il prodotto da sviluppare». Il titolo chiude con un rialzo del +1,59%, a 1,85 euro.

La “conquista” della Cina non dovrebbe però essere affidata all’icona di casa, la Vespa, nella sua versione elettrica, non ritenuta adatta per il mass market cinese. La strategicità del Far East è testimoniata dal fatto che l’area cinese avrà un suo responsabile ad hoc, e alla guida del Sud Est asiatico sarà chiamato l’attuale responsabile Europa. Cambiamenti coerenti con una linea che vede «sia il motore elettrico che l’area commerciale asiatica come obiettivi di fondo». In Asia il Gruppo di Pontedera ha poli produttivi a Baramati (India) e Vinh Phuc (Vietnam), ma opera anche in Cina con una società in joint venture, la Zongshen Piaggio Foshan Motorcycles, detenuta al 45%, quindi non consolidata nei risultati del Gruppo. Sul futuro a breve la società vede ricavi ed Ebitda del primo trimestre positivi e debiti in calo, rispetto al primo trimestre 2016. E guarda alla mobilità del futuro più lontano con Piaggio Fast Forward, società Usa che ha presentato Gita e Kilo, veicoli autonomi e intelligenti. Quanto ai dazi ventilati da Trump, Colaninno non tocca il tema. Ricordando però la nomina di Michele Colaninno alla vicepresidenza dell’Acem spiega che servirà a far giungere le istanze del mondo delle due ruote a Bruxelles, deputato a decisioni su temi come normative e dazi.