Erik Sanfilippo
Erik Sanfilippo

Montopoli (Pisa), 13 giugno 2019 - Il rientro a Marti della salma di Erik Sanfilippo, il 23enne trovato cadavere a Londra in un cassonetto per i rifiuti nel maggio scorso, dovrebbe essere imminente. Questioni di giorni. Il Comune di Montopoli ha già attivato i contatti necessari, in sinergia con la famiglia, per tutte le questioni burocratiche.

Il sindaco Giovanni Capecchi è tornato ad incontrare la madre del giovane alla quale aveva offerto la massima collaborazione da parte del municipio nelle prime ore della tragedie, quando i familiari dovettero raggiungere Londra per toccare con mano l’accaduto. «Da quanto apprendo ci vorrà ancora qualche giorno – ammette Capecchi –. Almeno fino al 15, poi la salma potrà tornare in Italia e quindi da noi per l’ultimo saluto. Altro non posso dire, se non che siamo vicini ai parenti e agli amici per questo dramma. Per il resto c’è una indagine in corso e dobbiamo affidarci agli inquirenti inglesi». Infatti l’attività d’indagine di Scottland Yard sul caso è stata subito tempestiva ed è ancora in corso, e le comunicazioni ufficiali al riguardo sono state pochissime.

Se non quelle relative a Gerardo Rossi, 52 anni, italiano, originario del Sud Italia, che vive a Londra da una quindicina d’anni e indagato per occultamento del cadavere: l’uomo dovrà comparire davanti gli inquirenti il prossimo 14 giugno e in quella sede l’uomo dovrà dare molte spiegazioni. Rossi, residente a Tollington Road, a 30 metri dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Sanfilippo, è stato arrestato giovedì 16 maggio con l’accusa «di aver impedito la sepoltura legittima e decente di un cadavere».

C’è massimo riserbo, appunto, sulle indagini e anche anche sulle circostanze che hanno portato la polizia a Rossi. Quali erano i rapporti tra Erik Sanfilippo e Rossi, inizialmente arrestato con l’accusa di omicidio e poi rilasciato? I due si conoscevano? E se sì, da quanto tempo? Non si sa se Erik – com’è stato sottolineato anche da Chi l’ha visto? – è morto in quella casa, non aveva motivo per entrare in quella casa, tra sporcizia e oggetti abbandonati.

I residenti della zona hanno riferito che Rossi è «un nullafacente e che viveva di elemosina». Cosa collega Erik – un giovane senza ombre e solare che non faceva uso di droghe – e Rossi, per ora, resta un mistero. Gli amici di Sanfilippo hanno riferito di non conoscere Rossi. Come si sono incrociate le loro strade? Rossi ha solo nascosto il corpo – questa per ora l’accusa – o c’entra anche con la sua morte? L’esito delle consulenze medico legali sulle cause della morte saranno fondamentali in quest’indagine visto che, oltre tutto, il cadavere del giovane che a Londra faceva il cameriere, era felice ed aveva tanti progetti, non presentava segni di violenza.