Erik Sanfilippo
Erik Sanfilippo

Montopoli, 29 maggio 2019 - Le indagini proseguono serrate. E la polizia attende ulteriori test. Scotland Yard, da quanto si apprende, si è data sessanta giorni di tempo per fornire i responsi definitivi che potranno chiarire aspetti importanti del mistero della morte di Erik Sanfilippo, il 23enne di Marti trovato cadavere in un bidone della spazzatura l’11 maggio scorso a Londra. Andy Hull, consigliere di gabinetto nella vicina Islington, – secondo quanto riposta il Camdem NewJournal –, ha dichiarato: «Le indagini mediche e di polizia in questo caso sono in corso, quindi non posso dire molto sulle circostanze della morte di questo povero uomo. Quello che posso dire è che è profondamente deprimente che qualcuno debba scaricare il cadavere di un altro essere umano in un bidone della spazzatura».

Intanto il rientro della salma in Italia non sarebbe ancora stato deciso. Forse ci vorranno ancora giorni. I commercianti del mercato di Camdem – si legge ancora sulla testata inglese – hanno detto di: «essere rimasti scioccati quando hanno saputo che Erik era stato trovato morto in un bidone di Holloway. Il 23enne era un volto familiare nel famoso mercato dopo aver lavorato in un ristorante lì per circa un anno».

Intanto Gerardo Rossi, 52 anni, italiano originario di Avellino, che vive a Londra da una quindicina d’anni e indagato per occultamento di cadavere dovrà comparire davanti gli inquirenti il prossimo 14 giugno e in quella sede l’uomo dovrà dare molte spiegazioni. Rossi, residente a Tollington Road a 30 metri dal luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Sanfilippo, è stato arrestato giovedì 16 maggio con l’accusa «di aver impedito la sepoltura legittima e decente di un cadavere». C’è massimo riserbo sulle indagini e anche anche sulle circostanze che hanno portato la polizia a Rossi. Non si sa se Erik – com’è stato sottolineato anche da Chi l’ha visto? – è morto lì dentro, non aveva motivo per entrare in quella casa, tra sporcizia e oggetti abbandonati. I residenti della zona hanno riferito che Rossi è «un nullafacente e che viveva di elemosina».

Cosa collega Erik – un giovane senza ombre e solare che on faceva uso di droghe – e Rossi, per ora, resta un mistero. Come si sono incrociate le loro strade? Rossi ha solo nascosto il corpo – questa per ora l’accusa – o c’entra anche con la sua morte? Sarà l’autopsia a stabilirlo. Decisiva in quest’indagine visto che, oltre tutto, il cadavere non presentava segni di violenza. Una ragazza che lavorava con lui al mercato ha dichiarato alla testata inglese: «quando ho saputo che era morto, ho dovuto prendere due giorni di riposo. Era il mio migliore amico qui nel mercato. Ogni giorno era felice con i clienti e felice con tutti quelli con cui lavorava». Le cause della morte sono un aspetto decisivo per iniziare a togliere ombre da questo giallo. In molti, oltre la famiglia, attendono la verità.