In memoria di Mattia raccolti 1.300 euro

La tragedia del casolare di Fornacette ha portato alla raccolta di 1.396 euro in poche ore, dimostrando la vicinanza e l'affetto della gente nei confronti della famiglia di Mattia. La Procura ha aperto un fascicolo, ma al momento non risultano indagati.

In memoria di Mattia raccolti  1.300 euro

In memoria di Mattia raccolti 1.300 euro

FORNACETTE

Dopo la straordinaria e immensa partecipazione al funerale di Mattia, che ha avuto luogo martedì mattina nella chiesa Regina Pacis, la gente di Fornacette (e non solo) ha dimostrato vicinanza e affetto nei confronti della famiglia nel ricordo di Mattia partecipando alla raccolta fondi attivata al bar L’Incanto. In poche ore, nel punto di raccolta attivato domenica e rimosso nella serata di lunedì, sono stati donati 1.396 euro.

A darne notizia sono gli stessi organizzatori della raccolta in memoria di Mattia Simonetti sulla pagina Facebook di Fornacette. "Ringraziamo personalmente tutti per l’affetto e la vicinanza dimostrata alla famiglia". I soldi raccolti al bar L’Incanto, grazie alla generosità di tante persone, verranno consegnati alla famiglia di Mattia che poi deciderà la destinazione successiva.

La raccolta, infatti, è stata organizzata da un gruppo di amici dopo aver informato la famiglia del ragazzo tragicamente scomparso venerdì della scorsa settimana nel crollo del casolare in via delle Case Bianche dove insieme a Mattia erano andati sei coetanei tra i 15 e i 17 anni, tra cui il fratello quindicenne.

Sulla tragedia del casolare la Procura della repubblica di Pisa ha aperto un fascicolo affidando l’indagine ai carabinieri della compagnia di Pontedera e della stazione di Calcinaia. Al momento non risultano indagati. I sei coetanei che erano con Mattia Simonetti al casolare di via delle Case Bianche hanno rilasciato dichiarazioni convergente e concordanti tra loro.

Il gruppo di amici stava trascorrendo un momento di gioco e spensieratezza girando video. Si erano portati un mazzuolo con cui stavano colpendo il muro che poi è crollato tirandosi dietro una parte del tetto. L’edificio è evidentemente pericolante, come è scritto anche su un cartello appeso sulla facciata. E si trova in aperta campagna.