San Romano (Pisa), 10 settembre 2018 - Quand'è che un amore è concreto?. Quando non c’è bisogno di ricordarselo a vicenda. Quando con uno sguardo si possono sottintendere mille parole. A tutto questo fa pensare la lettera che Massimo Tesi, noto medico del Comprensorio, ha dedicato alla moglie Fulvia Ricci dopo il funerale.

La professoressa dell’ITC «Cattaneo» di San Miniato, è prematuramente scomparsa a soli sessantacinque anni. Una sequenza di parole mai banali per snocciolare ricordi e momenti che hanno creato la loro unione. Un Noi che sovrasta due Io. Poi il post sul social, ma solo come monito innocente, come consiglio disinteressato, come un pensiero a voce alta. Una citazione che inizia dalla fine della lettera, da quel: «Rifarei tutto pur di riaverti». Ma nel «tutto» ci sono anche le disgrazie e le sfortune; quelle che si potrebbero tranquillamente tollerare una seconda volta pur di ricominciare. Questa è l’essenza dell’amore. Una lettera fatta di precisi ricordi e impegni. Di doveri più che diritti. Di concretezza più che sdilinquimenti. Di precisi e fervidi passaggi che palesano sentimento e intelletto ben collegati.

Un articolo che finisce con l’inizio della missiva: «Ciao Fulvia. Ci siamo conosciuti sui banchi di scuola in prima elementare ad aprile del 1960, pochi giorni dopo la morte della tua mamma. La nostra maestra ci aveva invitati ad aiutarti in quel difficile momento per te e, forse per caso, o forse volutamente, ti mise accanto a me…». Il resto è il loro amore.