Corteo dei lavoratori

Pontedera, 11 ottobre 2018 - L'operazione procede ma il cammino della cooperativa degli ex lavoratori della Tmm, è iniziato. Ma sullo sfondo ci sono i tempi che in qualche modo si stanno allungando: la formazione deve cominciare, richiederà alcuni mesi, e la fase operativa, comunque, è rimandata al 2019 inoltrato. «Sapevamo che non era un’impresa semplice e una strada liscia – ammette Massimo Braccini, Fiom Toscana –. Dalla nostra ci sono aspetti decisivi: la determinazione dei lavoratori, la cooperativa già costituita, l’impegno della Regione Toscana, una formazione che tra poco comincerà». Sul cammino di questi lavoratori non sono mancati problemi, legati ad un anno di fatiche e di battaglie al presidio terminati sotto il peso di due cause in tribunale a Pisa: una prima, ormai passata in archivio, per lo sgombero del presidio richiesto al giudice dal liquidatore, ma decaduto per essere venuta meno la materia del contendere (il presidio non c’era già più quando la vicenda è arrivata in aula); la seconda causa è quella risarcitoria, per quasi un milione di euro di danni, indetta sempre dal liquidatore dell’ex Tmm ai danni di 26 lavoratori tra quelli più attivi al presidio e un sindacalista della Fiom pisana. L’udienza si terrà la metà novembre e le preoccupazioni non mancano. 
«Ci stiamo preparando alla difesa – spiega Braccini –. I legali sono al lavoro. Innegabile, tuttavia, che si tratta di un passaggio delicato e la preoccupazione in tutti i lavoratori e in noi che li sosteniamo dal primo istante è forte». Il futuro? «Noi alla cooperativa ci crediamo – aggiunge Braccini –. L’abbiamo voluta con loro, l’abbiamo sostenuta e con la Lega delle Cooperative l’abbiamo aiutata a nascere. Sarà una partenza graduale, l’abbiamo detto fin da subito che non sarà possibile dare lavoro immediatamente a tutti. Ma partirà». Il lavoro, appunto, potrà iniziare ad essere smaltito nel 2019. Sul quando non c’è una data certa. Sicuramente non nelle prime settimane. La formazione dovrebbe riguardare vari profili occupazionali. Ma ci vorranno settimane per completare il ciclo e questo – visto che ancora non è partita – porta ancora avanti la partenza della nuova azienda cooperativa nata tra lacrime e sudore, quando tutte le strade erano state sondate per consentire la riapertura dello stabilimento di Gello. Dove 85 operai, quando trovarono i cancelli allucchettati alle soglie dell’agosto 2017, producevano 700 marmitte al giorno per un giro d’affari da 10 milioni l’anno. Un anno esatto di lotta non ha sortito effetti. Poi alla fine, rimboccandosi ancora le maniche, con orgoglio e commozione, è nata «Presidio metalmeccanico Pontedera» che con corsi di formazione e aggiornamento professionale, unta ad avere prospettiva lavorativa.