Chiara Ribechini
Chiara Ribechini

Pisa, 12 aprile 2019 - Un'associazione per aiutare le famiglie costrette a vivere con familiari che soffrono di gravi allergie alimentari e per diffondere un messaggio di speranza affinché «la morte di Chiara non sia vana» è stata appena costituita dai genitori di Chiara Ribechini, la giovane che circa un anno fa morì per uno choc anafilattico letale nel Pisano dopo aver cenato in un ristorante.

«Se riusciamo a salvare almeno una vita per noi è già una grande vittoria», dice Michela Bargagna, madre della giovane morta quando aveva 24 anni, presentando l'associazione di promozione sociale 'Con l'allergia si può'. «Significa - ha spiegato - che si può morire, ma anche vivere normalmente la propria esistenza imparando a conoscere a fondo il problema ed educando questi pazienti all'impiego di farmaci e kit salvavita fin da piccoli come se fosse un fatto assolutamente normale».

L'idea dell'associazione, promossa insieme al marito Maurizio Ribechini, è stata supportata anche dal legale della famiglia, Francesca Zuccoli, e nasce come punto di raccolta di tante richieste di informazioni giunte dopo che il caso salì alla ribalta delle cronache. «L'associazione - conclude Zuccoli - serve a dire che si deve vivere bene in mezzo agli altri se conosci il problema e che si può evitare ciò che è successo a Chiara. Ha già una pagina Facebook e un contatto telefonico sempre attivo, al numero 3703142036, per formare, informare e per suggerire interventi di carattere normativo».