Una fase dell'operazione di sequestro
Una fase dell'operazione di sequestro

Pontedera, 2 luglio 2019 - Ora sul falso succo «bio» arriva anche l’esposto alla Procura della Repubblica di Asso-Consum Toscana, associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini. «Quella scoperta dalla Guardia di finanza è una frode che riguarda soprattutto la salute dei cittadini consumatori – si legge in una nota a firma del commissario regionale Salvatore Chiaro – che sempre di più leggono attentamente le etichette dei prodotti prima di procedere all’acquisto. In questo caso però non serviva visto che solo grazie ad analisi di laboratorio accurate si è riusciti a scoprire le adulterazioni».
«Infatti la materia prima, e con tossine dannose all’organismo umano (riscontrata in un carico sequestrato ad Agliana, ndr) – prosegue Chiaro –, veniva sofisticata ad arte con l’aggiunta di componenti chimici per renderla praticamente uguale al sapore del succo di mela, addirittura pregiandosi del marchio biologico. Tutto ciò rappresenta un enorme danno all’economia agricola ed alimentare Toscana, più in generale ai prodotti bio, andando a scalfire la fiducia dei consumatori, non solo italiani».
Asso-Consum, nell’interesse dei Cittadini consumatori e degli Utenti, «si riserva di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali». 
Asso-Consum è presente sul territorio regionale con una propria struttura e con oltre 900 tesserati. 
Intanto arriva una proposta di Coldiretti per tutelare il «bio». «Con più di 6 italiani su 10 (64%) che acquistano regolarmente o qualche volta prodotti biologici è importante garantire la trasparenza in un settore che nel 2018 ha visto un incremento delle vendite del 10%», afferma in una nota Coldiretti che esprime apprezzamento per l’operazione Bad Juice condotta dall’ispettorato centrale per la repressione delle frodi e diretta dalla procura di Pisa, con la collaborazione di Eurojust. Gli investigatori hanno scoperto una maxi frode con il sequestro di 1.411 tonnellate di prodotto extracomunitario adulterato e falsamente designato ‘biologico’ tra succhi, confetture e conserve alimentari. «Con l’aumento dell’interesse per il biologico infatti è cresciuto anche il rischio truffe – prosegue la nota – con le notizie di reato che sono quintuplicate rispetto all’anno precedente con 88 casi nel 2018 contro i 19 nel 2017. «L’importante attività di vigilanza e controllo va ora sostenuta- conclude Coldiretti - con la definizione di un vero e proprio marchio per il biologico made in Italy che garantisca una piena trasparenza ai consumatori rispetto a quanto portano in tavola in un settore che negli ultimi anni ha visto un costante incremento in doppia cifra dei consumi». Anche FederBio, la Federazione nazionale che dal 1992 tutela e rappresenta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, si congratula con l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi e i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa per avere sventato una maxi frode nella produzione e commercializzazione di falsi prodotti biologici.