San Miniato, 23 maggio 2018  - Antonia Arslan arriva a San Miniato per parlare del genocidio armeno prima che il Dramma Popolare metta in scena la tragedia del suo popolo "mite e fantasticante" e la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute straordinariamenta raccontate dalla sua opera. La scrittirce che ha ispirato anche i registi Paolo e Vittorio Taviani (il fillm ebbe un grande successo a Cennes) domani giovedì, 24 maggio, sarà nella sala consiliare del comune di San Miniato  per un incontro dibattito di preparazione alla Festa del Teatro 2018 che avrà, appunto, come appuntamento centrale la messa in scena de "La masseria delle Allodole", opera della Arslan. L'appuntamento è per le 17,45: i lavori saranno intodotti dal presidente della Fondazione Idp Marzio Gabbanini; quindi la parola passerà alla Arslan che dialogherà con Masolino D'Amico, uno dei più importanti critici teatrali italiani, già docente universitario, che è anche direttore artistico del Teatro del Cielo. 
Un appuntamento  importante, quest'incontro, dove sarà possibile ascoltare dalla viva voce dell'autore,  i sentimenti e le emozioni che l'hanno guidata ad indagare il primo grande genociodio del '900 che ha preceduto di poco più di due decenni la Shoa. Siamo nel 1915. L’Italia è entrata in guerra e ha chiuso le frontiere mentre il partito dei Giovani Turchi insegue il mito di una Grande Turchia, in cui non c’è posto per le minoranze. Comincia, in quel passaggio, un’odissea segnata da marce forzate e campi di prigionia, fame e sete, umiliazioni e crudeltà. Orrore e morte. Poi, nel 1923, nasce la nuova Turchia di Ataturk. Il genocidio diventa argomento scomodo, al punto che, oggi, sono moltissimi i turchi che negano ancora quanto accaduto cento anni fa. L'operazione del "dramma popolare", che con la prossima edizione rende omaggio anche ai maestri cineasti Paolo e Vittorio Taviani (quest'ultimo recentemente scomparso), punta ad una riflessione attenta e di alto profilo sia sul valore della memoria che sul tema, scottante ed attualissimo, del dialogo interreligioso quale via maestra per la pace nel mondo. Questo sarà il filo conduttore di tutti gli spettacoli che comporrano il festival che occuperà praticamente tutto il mese di luglio. Un evento di portata nazionale quest'anno arricchito anche di un premio alla critica.