Il presidente toscano Eugenio Giani (Pd) e Stefano Scaramelli (Italia Viva)
Il presidente toscano Eugenio Giani (Pd) e Stefano Scaramelli (Italia Viva)

Firenze, 20 gennaio 2021 -  «Avanti insieme» : il pranzo tra il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il capogruppo di Italia VIva in consiglio regionale Stefano Scaramelli ha rinsaldato la sinergia della maggioranza cercando di schermarla dalla ripercussioni della crisi di governo. Schiarita quindi per il sostegno alla giunta di centrosinistra in attesa che arrivino messaggi definitivi dal Pd nazionale. Avanti insieme dunque. E stop. Senza strizzare l’occhio a nessun altro. C’è fibrillazione nel Pd toscano: la segretaria dem Simona Bonafè ieri ha voluto chiarire la direzione da seguire. Sentiero che non prevede il dialogo con il Movimento 5 Stelle.
 

«In Toscana si è votato per le elezioni regionali appena tre mesi fa con un risultato molto importante per il partito democratico e sulla base di un programma preciso - sottolinea -. Certamente non possiamo fare finta che a Roma non sia successo nulla, ma in questo momento in Toscana la nostra priorità non è quella di discutere di nuove alleanze politiche per la regione ma quella di lavorare per mettere in sicurezza i cittadini dal punto di vista sanitario, combattere il Covid, dare ristoro economico a quanti sono stati toccati dalla crisi e fare ripartire il prima possibile l’economia anche con le risorse del Recovery Fund che arriveranno dall’Europa". Punto. La concentrazione è su questi obiettivi con una maggioranza strasolida quanto meno nei numeri (22 consiglieri Pd più 2 di Italia Viva).
 

Bonafè è fin troppo chiara e manda un messaggio preciso dentro il partito. Destinatario principale il suo vice Valerio Fabiani e tutti gli zingarettiani doc. Fabiani sulla Nazione ieri ha dichiarato: "Questo è il tempo di costruire e non di distruggere, di unire e non di dividere - ha detto Fabiani - Anche per questo ho giudicato sbagliata la rottura di Renzi. E su questa direttrice mi muoverei anche in Toscana. Mi porrei quindi più il problema di allargare il perimetro delle forze con cui aprire un dialogo. Penso al Movimento 5 stelle e penso a tante forse civiche locali che potrebbero giocare un ruolo importante anche guardando alle amministrative della prossima primavera".
 

Insomma non c’è linea comune al vertice del Pd toscano. Ma gli zingarettiani ricordano che fu votato un documento in direzione regionale in cui in fase di costruzione dell’alleanza regionale si apriva ai 5 Stelle. E nel frattempo a Grosseto si lavora per formare un’alleanza tra Pd e Cinque Stelle come a Sesto Fiorentino si cerca di allargare la coalizione che sosterrà la ricandidatura del sindaco Lorenzo Falchi.
Se la tensione resta alta nel Pd almeno nella maggioranza che sorregge Giani torna il sereno aspettando gli ultimi riverberi capitolini.
 

«Abbiamo ribadito fiducia reciproca, lealtà e impegno per andare avanti insieme" sottolinea Scaramelli dopo il pranzo a due passi da Palazzo Sacrati Strozzi con il presidente Giani. Pastasciutta al ragù bianco, un bicchiere di rosso e un buon caffè.
"Più che mangiare abbiamo parlato - aggiunge- e tracciato i prossimi appuntamenti e obbiettivi comuni".
Il presidente Giani è sereno almeno sul fronte politico: "Seguiamo la stessa linea, è stata una chiacchierata utile e serena.... ogni amministrazione ha la sua specificità, non trovo adeguato parlare di conseguenze delle dinamiche governative sulla Toscana". E sui 5 Stelle si dice ’possibilista’: "La porta del dialogo è aperta". E presto Giani andrà in consiglio regionale a parlare del futuro del Mps.