San Miniato (Pisa), 20 gennaio 2020 - San Miniato, nel cuore della Toscana, è da qui che il candidato governatore del centro sinistra, Eugenio Giani, decide di aprire la sua campagna elettorale, una corsa lunga quattro mesi, che lo vedrà in giro per tutta la regione, in ognuno dei 273 comuni toscani. Non a caso la sua parola d’ordine di questa campagna politica sarà “Toscana diffusa”, intesa a tutto tondo come uniformità in termini di crescita economica e sociale.

Nello specifico il suo primo discorso ai toscani, Giani, sceglie di farlo dalla Rocca di Federico II, altra scelta non casuale, dall’alto si vedono i confini di ben nove delle dieci province toscane, anche questa una scelta non casuale. Nel dettaglio le prime mosse del candidato governatore del Pd e dei suoi alleati, sono ben studiate cercando di unire la ragione politica con il sentimento dei ricordi, lui da piccolo ha trascorso a San Miniato la sua infanzia e il riferimento con i territori è un’altro aspetto che lo accompagnerà nella sua corsa a governatore.

Così in attesa di capire su chi cadrà la scelta del suo sfidante da parte del centrodestra, Giani è già in corsa e va di corsa. “Non c’è tempo da perdere, è la gente che ce lo chiede”, dice nella sua parte finale del discorso della Rocca. Il vento soffia forte, dietro al palchetto che lo ospita, sventolano le tre bandire, con al centro il tricolore, insieme a quella della Toscana e dell’Unione Europea, fanno da cornice a tutto lo scenario e rendono plasticamente l’idea che l’aspirante governatore del centro sinistra ha della Toscana “favorire la sua crescita, consapevole del brand famoso in tutto il mondo grazie alla sua identità millenaria”.

Ricorda le parole del poeta Mario Luzi sul senso di essere toscani e a molti è sembrato un modo per rispondere anche a quello che potrebbe essere il cavallo di battaglia della Lega e dei suoi alleati. Come dire che l’identità, appunto, la storia e la tolleranza resta un patrimonio della sua parte politica, che lui rappresenta in questa competizione elettorale, che si preannuncia molto faticosa anche perché mai come questa volta anche il centrodestra pensa di potersela giocare. Spende parole di dialogo verso i 5Stelle, attacca frontalmente il centrodestra. “Ad oggi non hanno un candidato e un programma, li vedo in grossa difficoltà”, dice Giani, e a proposito del ruolo che potrà avere nella campagna elettorale il leader leghista Salvini, non si scalda più di tanto. “Sarà un benvenuto”, chiosa Giani, convinto che lui e la sua coalizione pensano di avere argomenti validi per vincere a partire dalla sanità, le grandi infrastrutture, la cultura, l’economia e lavoro, e non ultimo l’ambiente.

Anzi a questi proposito il candidato presidente ha detto chiaramente che la scelta del suo governo, in caso di vittoria, avrà proprio nell’ambiente un punto di riferimento molto forte. In concreto l’obiettivo è nel 2030 riduzione sostanziosa dell’inquinamento da carbone, implementazione dell’elettrico, il pieno rispetto degli accordi di Parigi, l’obiettivo è piantare centomila alberi nei prossimi anni. Quanto alla sanità più che riforme, per Giani, servirà un check up nei primi sei mesi del prossimo mandato, vedere le cose da fare e prospettare eventuali riforme, in questo caso la stella polare sarà sempre il rapporto con il territorio. Il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, il sistema del marmo, del tessile, l’importanza del supporto del credito a chi vorrà investire in Toscana.

La politica ambientale, l’attenzione ai giovani, le dinamiche politiche con le sardine in prima pagina, sono tutti elementi su cui Giani starà molto attento, così come starà molto attento alle esigenze dei sindaci, non a caso ha sempre detto che da presidente della Regione vorrà essere un sindaco tra i sindaci. In questa ottica servirebbe una revisione del sistema legislativo per far sì che l’apparato sia accanto ai primi cittadini, “servono leggi che dovranno supportare le scelte dei comuni” ribadisce Giani.

Sul piano strettamente politico, il candidato presidente regionale è convinto che si potrà fare un buon lavoro, grazie anche alla coalizione di centrosinistra, formata da 18 sigle, che lo appoggiano. Quanto ad una possibile lista con il suo nome, Giani dice che al momento attuale non è prevista. Nel pomeriggio l’inaugurazione del suo primo comitato elettorale a San Miniato Basso. In serata alla Casa Culturale, la prima iniziativa pubblica della sua campagna elettorale.

Ad accompagnare questa prima uscita di Giani, fra gli altri l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, i consiglieri regionali del Pd Monia Monni, Antonio Mazzeo, Gianni Anselmi, Stefano Baccelli e Francesco Gazzetti, la parlamentare Susanna Cenni, la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè e Marco Furfaro della segreteria nazionale del Pd Dario Nardella ha inviato un tweet di in bocca al lupo, della giunta di Palazzo Vecchio presenti la vicesindaca Cristina Giachi, gli assessori Sara Funaro e Andrea Vannucci e Federico Gianassi. A fare gli onori di casa è il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli. Molti i sindaci del centrosinistra in platea.Tra i renziani di Italia Viva il senatore Francesco Bonifazi. Presente anche Giacomo Trentanovi della Sinistra civica toscana

In vista dell'incontro serale, primo appuntamento pubblico della campagna elettorale di Giani la Casa della cultura di San Miniato basso è affollata da circa mille persone.