Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina

Firenze, 12 giugno 2018 - «Previsioni azzeccate. Scommessa ok, ho vinto un sacco di cene». E’ radiosa Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina, traino della straripante vittoria leghista alle Comunali di Pisa. Cammina per le strade del centro storico, a pochi passi dalla Torre pendente con Edoardo Ziello, neodeputato del Carroccio versione nazional populista.

Passeggiano e salutano. «Un tempo non ci trattavano così». E lanciano l’appello mentre mandano il video virale via facebook: «Abbiamo fatto la storia con il voto di domenica, siamo il primo partito di Pisa, il nostro candidato, Michele Conti, è lanciatissimo. Stiamo facendo un risultato stratosferico, ma non basta. Abbiamo bisogno di tutti. Ogni voto è necessario, fondamentale per continuare a cambiare Pisa come lo è stato per l’Italia grazie alle elezioni politiche».

Camminano e ricordano che Pisa è in stato «comatoso» e «noi la vogliamo cambiare davvero». Saluti e baci confidando nella conquista della poltrona di sindaco al ballottaggio del 24 giugno contro lo ‘sfidante’ del Pd Andrea Serfogli. «Prima nei quartieri popolari - continuano Ceccardi e Ziello - ci aggredivano noi della Lega come fecero i centri sociali; adesso in quei rioni siamo stati premiati. Che soddisfazione. Hanno capito chi siamo e cosa vogliamo, in nome del popolo italiano».

E’ la Lega il vero vincitore in Toscana di questa partita delle amministrative locali. Mentre non sfonda la sinergia governativa con i Cinque Stelle che restano al palo almeno in Toscana. Il partito di Matteo Salvini è diventato davvero la locomotiva del centrodestra che comunque come coalizione sta dando martellate al potere del centrosinistra, pezzo di muro dopo pezzo di muro, città dopo città. Pisa è l’esempio più lampante. Il Carroccio vuol chiudere il cerchio e portare a casa il risultato.

«Ora – sottolinea il senatore Manuel Vescovi – dobbiamo fare un ulteriore sforzo, perché a Massa, Pisa, Siena, Campi Bisenzio, Pescia e Pietrasanta, possano trionfare i candidati sindaco della nostra coalizione, dando, quindi, un ulteriore e chiaro segnale di come la Toscana non sia più un inespugnabile fortino del Pd».

E continua con soddisfazione: «Andiamo, dunque, con la massima fiducia ai decisivi ballottaggi del 24 giugno, consapevoli che, comunque, ci attendono due settimane particolarmente intense dove cercheremo di convincere gli indecisi ed anche chi non ha votato al primo turno, a dare, a noi, la loro preferenza». A Pisa Andrea Serfogli, assessore della giunta uscente, si ferma al 32,2%, vittima anche delle tensioni nel centrosinistra. Il 34% lo conquista appunto Michele Conti candidato della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia mentre Gabriele Amore del Movimento 5 Stelle arriva al 9,9%.

Non un grande risultato per i grillini. Non meglio nelle altre partite delle amministrative. A Siena, dopo i «contenziosi» tra città del Palio e Roma la lista addirittura non si è presentata e il Movimento non ha appoggiato nessun candidato. A Massa la candidata del Movimento 5 Stelle è arrivata terza ed è fuori dal ballottaggio tra sindaco uscente Volpi e Francesco Persiani del centrodestra. A Pietrasanta, già guidata da Massimo Mallegni, ora senatore di Forza Italia, si va al ballottaggio fra Alberto Stefano Giovannetti (centrodestra) forte del 39,9% e Ettore Neri (centrosinistra) che ha raggiunto il 33,8%. E anche a Campi Bisenzio alle porte di Firenze, tra aeroporto e discarica, il centrodestra con Maria Serena Quercioli porta Emiliano Fossi del Pd alla sfida del 24 giugno con l’incognita dei voti raccolti dall’ex sindaco Chini: a chi andranno?