Firenze, 4 marzo 2018 - Alle 12, primo rilevamento dell'affluenza al voto per le elezioni politiche 2018, in Toscana ha votato il 21,17 % degli elettori. Alle 19 l'affluenza è stata del 63,88%. La provincia con l'affluenza più alta è Firenze con il 65,93%, quella con l'affluenza più bassa è Massa-Carrara con il 58,91%.

L'affluenza in Umbria: i dati

L'affluenza a La Spezia: il dato

Ecco il dato dell'affluenza alle ore 19 nelle province toscane: 

Firenze 65,93%

Arezzo 64,32%

Grosseto 63,06%

Livorno 63,47%

Lucca 61,73%

Massa Carrara 58,91% 

Pisa 63,54%

Pistoia 61,92 % 

Prato 65,27% 

Siena 65,55%

Ecco il dato dell'affluenza alle ore 12 nelle province toscane: 

Firenze 22,76%

Arezzo 20,36%

Grosseto 21,22%

Livorno 21,29%

Lucca 19,64%

Massa Carrara 18,99% 

Pisa 20,55%

Pistoia 20,41 % 

Prato 21,89% 

Siena 21,36 %

Renzi alle urne (foto)

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Nardella al voto (foto)

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Il ministro Lotti al voto (foto)

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Marco Stella alle urne (foto)

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Alfonso Bonafede al voto (foto)

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Giovanni Donzelli al voto

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Il ministro Valeria Fedeli al voto a Pisa

Il ministro Valeria Fedeli al voto a Pisa

Antonello Giacomelli, sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico, al voto a Prato

Antonello Giacomelli al voto

Va ricordato che si vota oggi, domenica 4 marzo fino alle 23 per rinnovare il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati (ma in Lombardia e in Lazio si vota anche per le Regionali).

Elezioni 2018, Renzi ha votato a Firenze. "Scusate il disturbo" dice agli scrutatori

E' necessario presentarsi ai seggi con la tessera elettorale (se si è smarrita o si sono esauriti gli spazi per il timbro occorre rivolgersi all'ufficio elettorale del proprio Comune, che generalmente in occasione delle elezioni adotta orari più lunghi) e con un documento di identità valido (carta d'identità, passaporto, ecc.).

Cos’è il Rosatellum? Ecco come funziona la legge elettorale

La legge elettorale che stabilirà la ripartizione dei seggi nelle due camere si chiama ‘Rosatellum’, dal nome del suo promotore Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera.

Cosa prevede il Rosatellum? Le nuove camere saranno elette con un sistema misto, composto da una quota maggioritaria in collegi uninominali (36%) ed una quota proporzionale con collegi plurinominali (64%).

Maggioritario vs proporzionale: quali differenze? Per ‘maggioritario uninominale’ si intende quel sistema in cui ogni collegio assegna un solo seggio al partito o alla coalizione che prende un voto in più degli altri. Ad esempio, nel caso di tre candidati che ricevono il 35, il 30 e il 25% dei voti, l’unico seggio viene assegnato al candidato che prende il 35% dei consensi. Questo è il sistema in vigore nel Regno Unito e segue la logica del ‘winner takes all’: il vincitore prende tutto. Per collegio plurinominale, invece, si intende un collegio che assegna più di un seggio, ripartiti in base al sistema proporzionale. Ogni partito, quindi, riceve il numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti. Nel Rosatellum i collegi plurinominali sono molto piccoli ed assegnano da un minimo di due seggi fino a un massimo di otto, a seconda degli abitanti del territorio. Nella quota proporzionale è inoltre prevista una soglia di sbarramento al 3% su scala nazionale per i partiti che si presentano in maniera autonoma. La soglia, valida sia per la Camera che per il Senato, si alza al 10% per le coalizioni.

La ripartizione dei seggi al Senato - Al Senato sono previsti 116 collegi uninominali, comprensivi di 1 in Valle d’Aosta, 6 in Trentino Alto Adige e 1 in Molise. Nella circoscrizione estero i collegi saranno 12. I restanti 187 collegi sono plurinominali, costituiti aggregando collegi uninominali contigui, in modo tale che a ciascuno sia assegnato un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a otto.

La ripartizione dei seggi alla Camera dei Deputati - Alla Camera dei Deputati sono previsti 232 collegi uninominali, comprensivi di 1 collegio in Valle d’Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige). Entro i collegi uninominali, il Molise ne dispone di 2. Nella circoscrizione estero 12. I restanti 398 collegi sono plurinominali, costituiti aggregando il territorio di collegi uninominali contigui, in modo tale che a ciascuno sia assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto di candidati proporzionali

- SCHEDA ANTIFRODE Per la prima volta verrà utilizzata una scheda elettorale antifrode, ovvero nella scheda sarà presente un 'tagliando antifrode' per impedire il voto di scambio usando schede già votate. Il tagliando servirà a rafforzare la regolarità del voto ed evitare tentativi di manipolazione o, peggio, condizionamenti del voto da parte esterna, ad esempio dalle mafie. Proprio su questo terreno nei giorni scorsi il ministro Minniti ha ricordato che le mafie "votano e fanno votare", e ha ribadito il massimo impegno su più fronti contro eventuali tentativi di condizionare il voto.

Il Rosatellum prevede quindi l'introduzione di un tagliando con un codice, che verrà verificato dallo scrutatore dopo il voto. L'elettore non dovrà più inserire la scheda nell'urna, come è stato fino ad oggi, ma dovrà consegnarla al presidente del seggio. Solo dopo il controllo il presidente inserirà la scheda nell'urna che - dopo aver staccato il tagliando - tornerà ad essere anonima. 

Entriamo nel dettaglio del meccanismo. Ogni scheda è dotata, come detto, di un apposito tagliando rimovibile, "tagliando antifrode". Questo ha un codice progressivo alfanumerico, che sarà annotato al momento dell'identificazione dell'elettore e della consegna della scheda con cui lo stesso elettore potrà recarsi nell'apposito posto all'interno della sezione in cui - in completa privacy - potrà esprimere la sua scelta. Una volta votato, l'elettore consegnerà quindi la scheda al presidente del seggio. E sarà compito del presidente staccare il "tagliando antifrode" e verificare la corrispondenza di quel numero di codice con quello annotato quando all'elettore è stata consegnata la scheda. Solo a verifica ultimata e accertata la corrispondenza, la scheda verrà inserita - dal presidente, ribadiamo - nell'urna. E l'elettore potrà lasciare il seggio.

I tre scenari possibili dopo il voto del 4 marzo

I COLLEGI ELETTORALI DELLA TOSCANA: COME SONO DISEGNATI, QUANTI PARLAMENTARI SARANNO ELETTI

La Toscana è divisa in 14 collegi uninominali per la Camera e quattro plurinominali, al Senato sette collegi uninominali e due plurinominali.

In Umbria ci sono tre collegi per la Camera (Perugia, Terni e Foligno) e due per il Senato (Umbria 1 con Perugia e Umbria 2 con Terni).

L'elettore riceverà due schede elettorali (una rosa per la Camera e una gialla per il Senato). La scheda è fatta di diverse aree corrispondenti a ciascun partito o coalizione.

Il candidato uninominale

Nello spazio rettangolare c’è un unico nome: è il candidato scelto da ogni partito o coalizione nel singolo collegio uninominale.

I simboli dei partiti

Sotto il nome del candidato, una serie di caselle indica un nome e un simbolo di uno o più partiti, se in coalizione, che presentano da due a quattro nomi del cosiddetto 'listino bloccato'. Le singole liste dei candidati si presentano nel proporzionale a sostegno del singolo candidato di collegio.

Due novità - La prima sono le 'istruzioni per l’uso': si trovano sul retro della scheda. La seconda è il 'tagliando antifrode', con un codice progressivo alfanumerico, introdotto per impedire il voto di scambio.

COME SI VOTA

Ci sono tre modi di espressione del voto.

Ipotesi A - L’elettore barra solo il nome del candidato del collegio uninominale. In questo caso, il voto si trasferisce automaticamente al partito o ai partiti che lo sostengono nella parte proporzionale. Se vi sono più partiti a sostegno di una coalizione, il voto si ‘spalma’, in modo perfettamente proporzionale, a tutte le liste che lo sostengono in quella circoscrizione.

Ipotesi B - L’elettore traccia un segno solo sul simbolo della lista, cioè del partito, che vuole sostenere. Sia che si tratti di un partito singolo, sia che si tratti di un partito in coalizione, il voto dato al partito si trasferisce automaticamente anche al candidato nel collegio uninominale sostenuto dalla lista votata nella parte proporzionale.

Ipotesi C - L’elettore può tracciare un doppio segno sul candidato dell’uninominale e su una lista che lo appoggia nella parte proporzionale. Il voto è valido. Ma attenzione: il voto disgiunto è nullo, cioè se l’elettore traccia due segni, uno sul nome del candidato nel collegio e uno sul simbolo di una lista, a cui quel candidato non è collegato nella parte proporzionale (e viceversa).

Elezioni 4 marzo 2018, orari di voto. Come funziona lo spoglio (politiche e regionali)

Ecco tutti i candidati a Firenze e in Toscana

- +Europa 

- Casapound

- Civica Popolare Lorenzin

- Forza Italia

- Fratelli d'Italia

- Il Popolo della famiglia

- Italia agli Italiani

- Italia Europa Insieme

- Lega 

- Liberi e Uguali

- Movimento 5 Stelle

- Noi con l'Italia

- Partito comunista

- Partito Democratico

- Per una sinistra rivoluzionaria

- Potere al popolo