Vaccini
Vaccini

Firenze, 7 marzo 2021 - Vero, c’è una lotta globale per accaparrarsi i vaccini come un anno fa c’era per le mascherine. Si spera nella produzione interna, si spera nei monoclonali e intanto si blocca il trasferimento di migliaia di dosi dall’Italia all’Australia. Segnali tra attese trepidanti perché una dose di vaccino vuol dire prevenzione, vuol dire tranquillità, vuol dire una tessera infinitesimale nel mosaico dell’immunità di gregge. Ma in tutto questo c’è anche lo zampino della burocrazia a mettere i bastoni tra le ruote ad una maggiore efficienza. Lo denuncia l’Ordine dei medici di Firenze. Situazioni analoghe nel resto della Toscana, anche in Umbria e in Liguria. Documenti, prenotazioni, registrazioni appesantiscono. E’ mai possibile che in una situazione di prolungata emergenza l’unica cosa che non cambia è la burocrazia, virus italiano?

Pietro Dattolo, presidente Ordine dei Medici di Firenze denuncia: «Per i medici di famiglia ci sono alcune difficoltà burocratiche che andrebbero semplificate. I numerosi moduli da riempire, come prevede la direttiva nazionale, nel momento della vaccinazione di massa potrebbero rallentare le procedure. E poi andrebbe cambiato il meccanismo del portale per le prenotazioni». E ancora: «Lotta contro il tempo, bisogna stare attenti ai comunicati stampa della Regione. Se uno ha diritto al vaccino, perché è venuto il momento della sua categoria, deve avere la possibilità di prenotarsi e poi sarà il portale, quando arriveranno le dosi, a indicare luogo e data». I medici di famiglia anche stavolta sono in prima fila. Avete provato a chiamare il vostro dottore? E’ in ambulatorio, ma non ha tempo per rispondere. L’altro giorno un amico mi ha detto che sua madre dal medico di famiglia è 123esima.

Beato lui che lo sa. Molti medici non hanno avuto la possibilità di dare certezze agli ultraottantenni assistiti perché non sanno quante dosi avranno a disposizione. Si vive alla giornata, anche alla mezza giornata. Giusta la proposta del sindaco di Firenze Nardella: usare i grandi hub (palazzetti dello sport già utilizzati per le vaccinazioni a insegnanti e forze dell’ordine) anche per i nonni over 80 in buone condizioni di salute e autonomia. E il presidente toscano Giani ascolti anche l’altra proposta dei medici: «Decine di dottori pensionati vogliono dare una mano gratuitamente». Mettiamo in un angolo almeno il virus della burocrazia.